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Strage 2 agosto, oggi la sentenza su Vinciguerra e Ciavardini per le reticenze in aula

Gli ex estremisti Vinciguerra e Ciavardini sono a processo per falsa testimonianza per i troppi silenzi nel corso del processo a carico di Cavallini sulla strage del 2 agosto: non hanno voluto rivelare alcune informazioni

Pubblicato:08-04-2024 14:16
Ultimo aggiornamento:08-04-2024 14:16
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BOLOGNA – Arriverà nel pomeriggio la sentenza del processo che vede imputatu gli ex estremisti di destra Vincenzo Vinciguerra e Luigi Ciavardini, accusati di falsa testimonianza per le dichiarazioni rese durante il processo di primo grado sulla strage del 2 agosto 1980 a carico dell’ex Nar Gilberto Cavallini. Poco fa si è infatti conclusa la discussione del procedimento con gli interventi dei legali di parte civile e dei difensori, dopo che nella scorsa udienza la pm di Bologna Rossella Poggioli aveva chiesto una condanna a due anni per Vinciguerra e una a quattro anni e tre mesi per Ciavardini. Al termine dell’udienza odierna, la giudice Gilda Del Borrello ha dato appuntamento alle 15.45 per la sentenza.

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Nel dettaglio, Ciavardini- già condannato in via definitiva come esecutore materiale della strage- è a processo perché, nelle udienze del 9 e 16 maggio 2018, ha “taciuto l’identità del personale medico che lo aveva curato” per la ferita riportata durante l’attentato del 28 maggio 1980 in cui i Nar uccisero, davanti al liceo ‘Giulio Cesare’ di Roma, il poliziotto Franco Evangelista, e per non aver voluto rivelare “l’identità degli amici di Cavallini che lo avevano ospitato a Villorba e zone limitrofe tra luglio e agosto 1980, quando non era in casa di Cavallini”. Vinciguerra, invece, è ritenuto reticente perché non
ha voluto fare i nomi delle persone
da cui seppe che Valerio Fioravanti e Cavallini avrebbero fatto da collegamento tra il gruppo veneto di Ordine nuovo e i gruppi romani di estrema destra di Paolo Signorelli e Sergio Calore.


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Nelle loro arringhe, i legali di parte civile Andrea Speranzoni, Lisa Baravelli, Alessandro Forti, Alessia Merluzzi e Andrea Cecchieri si sono allineati alle richieste della Procura, pur rimarcando la diversità delle posizioni di Vinciguerra e Ciavardini e sottolineando, in particolare, il contributo fornito dal primo, nel corso degli anni, alla ricerca della verità. Da parte sua, la legale di Vinciguerra, Anna Ulisse, ha chiesto l’assoluzione del suo assistito “con la formula ritenuta più opportuna”, affermando di ritenere questo procedimento “un accanimento processuale” nei confronti dell’ex esponente di Ordine nuovo e di Avanguardia nazionale. Questo perché, ha spiegato, “nella stessa memoria del pm si legge che i rapporti tra Cavallini, Fioravanti e Signorelli sono processualmente provati”, il che renderebbe irrilevante la portata delle informazioni che Vinciguerra non ha voluto rivelare. L’avvocato di Ciavardini, Ettore Pieracciani, nel chiedere l’assoluzione del suo cliente ha invece definito quello che si chiuderà oggi “un processo ‘dopato’ dal procedimento principale sulla strage”.

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