Draghi: “Tutti vogliamo riaprire, ma in sicurezza. Una data? Dipende dai contagi”

MARIO DRAGHI
Rispetto al piano presentato dal governo Conte, Draghi parla di "continuità in alcune aree, forte discontinuità in altre"
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ROMA – “Ho visto Salvini, Bersani e i presidenti di regioni e province. Tutti chiedono le riaperture, è normale. Sono consapevole della situazione di bisogno e disperazione, le manifestazioni che ci sono state: la violenza va condannata ma capisco totalmente il senso di smarrimento e alienazione che si ha in questa situazione. Voglio vedere le prossime settimane per parlare di riaperture, riaperture in sicurezza. Le prossime settimane devono essere di riaperture, ma riaperture in sicurezza. Tanto più celermente procedono le vaccinazioni di categorie a rischio, tanto più celermente potremo riaprire”. Lo dice Mario Draghi, in conferenza stampa, aggiungendo che “non c’è una data, dipende dall’andamento dei contagi”.

“SOMMINISTRAZIONI VACCINO NON CALATE, RAGGIUNGEREMO OBIETTIVI”

“La disponibilità non è calata oggi abbiamo chiuso con oltre 320mila somministrazioni, come prima Pasqua. Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti ma occorre concentrarsi sulle classi di età. È il momento di prendere decisioni, la tutela dei soggetti più esposti è al centro per le riaperture e quindi della ripresa economica. Se proteggiamo chi è più esposto riapriamo con più tranquillità, il lavoro procede e ora è il momento di fare delle scelte di direzione”, ha aggiunto Draghi.
L’obiettivo delle 500 mila vaccinazioni al giorno- assicura- sarà rispettato. Sì, lo confermo, ho chiamato il commissario Figliuolo”. Ma -aggiunge il premier- “dovremo continuare a vaccinarci anche negli anni a venire perché ci saranno le varianti”.

“BASTA SALTARE LISTE, CON CHE COSCIENZA LO FANNO?”

“La raccomandazione è seguire le linee guida e usare il vaccino Astrazeneca per coloro che hanno più di 60 anni di età. Il rischio di decesso- ribadisce Draghi- è massimo per coloro che hanno più di 75 anni. Smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, gli psicologi di 35 anni, queste platee di operatori sanitari che si allargano. Con che coscienza la gente salta la lista per vaccinarsi lasciando un rischio concreto di morte per le persone fragili o gli over 75?“.

“ACCOGLIERE TURISTI VACCINATI PER NON PERDERE STAGIONE

Il ministro Garavaglia ha indicato il 2 giugno come data per il turismo, chissà magari anche prima- dichiara Draghi. Noi dobbiamo essere pronti ad accogliere tutti i turisti che hanno un certificato vaccinale”. “Al ministro Garavaglia- aggiunge –ho chiesto un piano per le riaperture di fiere ed eventi, ce ne sono tanti e dobbiamo andare molto svelti altrimenti perdiamo la stagione turistica. Questo penso sia il miglior messaggio per rassicurare il paese, stiamo guardando al futuro delle prossime settimane”.

“RECOVERY OCCASIONE UNICA, DI PORTATA STORICA”

Nella riunione con le Regioni in riferimento al Pnrr il Presidente del consiglio Mario Draghi ha sottolineato che si tratta di “un pacchetto di investimenti molto ambizioso e un pacchetto di riforme” che va a coprire gli anni tra il 2021 e il 2026. “Un’opportunità che dobbiamo cogliere”, in particolare quella della transizione ecologica e digitale.

“Dobbiamo essere consapevoli della portata storica di questo piano, è un’occasione unica” per migliorare le scuole e modernizzare la burocrazia. “E’ importantissimo spendere e spender bene”.

“Molti- aggiunge il premier- si chiedono se questo Piano sia in continuità o meno con il precedente: è certamente in continuità in alcune aree dove la discontinuità non aveva nessun motivo di esserci, ed è in forte discontinuità in altre aree”.

“Il 30 aprile consegneremo il Piano -assicura Draghi. Con l’incontro di oggi è emerso inoltre che le Regioni e gli enti locali dovranno trovare un coordinamento. Ma non e’ un’impresa impossibile. È fuori discussione inoltre che il piano richieda nuove assunzioni, nuove competenze e formazione delle competenze attuali”.

NO A ULTERIORE PROROGA BLOCCO LICENZIAMENTI

“La posizione del governo è quella espressa nel decreto sostegni: lo sblocco dei licenziamenti a giugno a seconda dei due tipi di ammortizzatore sociale di cui dispongono i lavoratori e a ottobre per gli altri”. Lo dichiara il premier Mario Draghi risponde alla proposta della Cgil di prorogare fino alla fine di ottobre il blocco dei licenziamenti. 

“NON CONDIVIDO ERDOGAN, CON DITTATORI BISOGNA TROVARE EQUILIBRIO

Per quanto riguarda il modo in cui Erdogan ha discriminato la presidente della commissione Ue Ursula Von Der Leyen Draghi ha dichiarato: “Con questi chiamiamoli dittatori uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute ma anche pronti a collaborare per assicurare gli interessi del paese. Bisogna trovare un equilibrio giusto. Erdogan e’ un dittatore di cui si ha bisogno”. Lo dice il presidente del consiglio Mario Draghi, nel rispondere a una domanda sul modo in cui Erdogan ha discriminato la presidente della commissione Ue Ursula Von Der Leyen. “Non condivido affatto il comportamento di Erdogan e l’umiliazione che la presidente Von Der leyen ha dovuo subire”, aggiunge.

LIBIA, DRAGHI: SIAMO ORIENTATI AL SUPERAMENTO DEI CENTRI DI DETENZIONE

“Sono consapevole di essere stato criticato, ma l’Italia è l’unico ad avere corridoi umanitari con la Libia”. È il commento in conferenza stampa di Mario Draghi a proposito delle sue parole sulla guardia costiera libica. “Questi temi sono stati toccati durante l’incontro. Ho detto che siamo preoccupati per i diritti umani e orientati al superamento dei centri di detenzione. Serve franchezza ma anche capacità di cooperare. Tra le tante aree di cooperazione c’è quella dell’immigrazione. Senza troppo andare nei dettagli, questo e’ un problema che esiste. Come deve affrontarlo un governo? Serve un approccio umano, equilibrato ed efficace, sono le direttive che mi sono dato”, ha aggiunto.

DRAGHI ILLUSTRA ALLE REGIONI COME FUNZIONA LA GOVERNANCE DEL PNRR

Il Presidente del consiglio Mario Draghi ha illustrato alle regioni due aspetti del PNRR: la sua governance e le sue principali direttrici. Il modello organizzativo del PNRR prevede due livelli, strettamente legati tra di loro. La struttura di coordinamento centrale supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione Europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti.

Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo. Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme. Inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale, per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione Europea.

Il governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure. La supervisione politica del piano è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti.

In questo disegno, ha spiegato Draghi, gli enti territoriali hanno dunque quattro funzioni: Regioni ed enti locali hanno la responsabilità attuativa delle misure loro assegnate. Le regioni supervisionano i progetti gestiti dagli enti locali e si assicurano che siano coerenti con le altre politiche regionali di sviluppo. Gli enti territoriali partecipano alle strutture di sorveglianza del piano e contribuiscono alla sua corretta attuazione. Infine, beneficiano degli interventi di assistenza tecnica e di supporto operativo che arrivano dalle task force.

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