Coronavirus, la furia di Gallera su Spata (Ordine dei medici): “Incapacità colposa”

L'assessore al Welfare della Lombardia risponde alle critiche mosse dall'Ordine dei medici
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MILANO – “Accuse gratuite” che “cavalcano l’onda mediatica” e sono dettate “dall’incapacita’, si spera solo colposa, di leggere e interpretare i dati e di comprendere le azioni intraprese”. E’ durissima la reazione di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, alla lettera inviatagli ieri da Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici della Lombardia.

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Gallera difende in toto il suo operato e contesta punto per punto le osservazioni mosse dai medici lombardi. Se questi lamentano “un’errata impostazione nella raccolta dei dati” che causa una sottostima dei decessi, Gallera afferma di aver seguito le direttive della Protezione civile e parla di una “trasparenza che, probabilmente, e’ unica nel panorama mondiale”.

Alla polemica per “l’incertezza delle aree a rischio”, l’assessore si difende rispondendo che “la proposta per l’istituzione di una zona rossa nei comuni di Alzano e Nembro non e’ stata accolta dal Governo” mentre sulla “gestione confusa delle realta’ delle Rsa” dove, denuncia l’Ordine dei medici, il tasso di mortalita’ arriva al 10%, Gallera parla di “confusione tra il ruolo di controllo e sorveglianza della Regione con i ruoli e le responsabilita’ organizzative e gestionale degli Enti gestori delle strutture stesse” e afferma, elencando una serie di disposizioni della DG Welfare, che “sin da subito e’ stata posta la massima attenzione nei confronti dei soggetti anziani e delle strutture che li ospitano”.

Per quanto riguarda l’accusa di non aver dotato i medici di base di adeguati dispositivi di protezione individuale, Gallera punta il dito contro lo Stato: “Dovreste indirizzare queste critiche altrove– scrive ai medici- magari rileggendo l’art. 117 della Costituzione”.

Dello stesso tenore la risposta alla critica sui mancati tamponi agli operatori sanitari: “Il Ministero della Salute, inizialmente, non ha mai indicato il tampone per gli operatori sanitari asintomatici, anche, probabilmente, in ragione della inutilita’ di un test il cui esito potrebbe variare di giorno in giorno. La Regione Lombardia”, aggiunge quindi Gallera, ha “una capacita’ di circa 8000/10.000 test al giorno. Va da se’ che l’effettuazione del test ai 500.000 operatori della sanita’ pubblica, privata e del settore sociosanitario richiederebbe tempi non coerenti con le finalita’ del test”.

Sulle critiche al sistema di quarantena e le difficolta’ delle Ats a tenere traccia dei contagiati, Gallera replica fornendo i numeri delle chiamate effettuate e degli operatori in campo e afferma che “nonostante lo stress-test legato al numero altissimo di segnalazioni ricevute, proprio di una epidemia” la Regione Lombardia dispone “di un sistema di registrazione delle segnalazioni che ha sostanzialmente retto“.

“Mi auguro- conclude Gallera- che, d’ora in avanti, si possa davvero lavorare insieme e che le accuse gratuite lascino il passo ad una collaborazione vera, costruttiva e propositiva, che e’ quanto ci si attende da chi rappresenta migliaia di medici ai quali va, ancora una volta, il nostro grazie”.

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8 Aprile 2020
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