Coronavirus, in Giappone il premier dichiara lo stato di emergenza

Le misure riguardano Tokyo, Osaka e altre cinque prefetture: sono però esclusi blocchi su larga scala
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ROMA – Il primo ministro del Giappone Shinzo Abe ha dichiarato nella serata di ieri lo stato di emergenza per Tokyo, Osaka e altre cinque prefetture, in risposta all’allarme lanciato dalla comunità medica e al recente aumento delle infezioni da coronavirus. Lo stato di emergenza durerà fino al 6 maggio e consentirà ai singoli governatori locali di adottare le misure che riterranno necessarie, che vanno dall’istruire i cittadini a rimanere in casa alla chiusura delle scuole e di altre strutture, sebbene non saranno possibili sanzioni legali in caso di trasgressioni.

NON CI SARANNO BLOCCHI SU LARGA SCALA

Le misure da adottare, sulla base di quella che è la prima dichiarazione di stato di emergenza in assoluto in Giappone, potrebbero limitare i diritti e le libertà delle persone, e tuttavia è escluso che si arriverà a pesanti blocchi su larga scala, come accaduto in molti altri dei Paesi colpiti dal virus come l’Italia, la Cina e la Francia, a causa delle forti limitazioni previste dalla legge giapponese.

LA RICHIESTA È DI EVITARE BAR E LOCALI

“Siamo in una situazione in cui la trasmissione delle infezioni è rapida e diffusa in tutto il paese, e minaccia di avere un grave impatto sulla vita delle persone e sull’economia”, ha dichiarato il premier Abe. Circa 56 milioni di persone, ovvero circa il 45% della popolazione totale del paese, a Tokyo, Chiba, Kanagawa e Saitama, nonché ad Osaka, Hyogo e Fukuoka, dovranno astenersi dalle uscite non indispensabili. Sono esclusi gli acquisti di generi alimentari, le visite agli ospedali e il pendolarismo. Verrà chiesto alla popolazione di evitare bar, locali di karaoke e club di musica dal vivo per ridurre il rischio di trasmissione. Saranno disponibili servizi di trasporto pubblico, sebbene Abe abbia chiesto ai cittadini delle prefetture designate di non visitare le altre aree del Paese.

AL MOMENTO KYOTO, HOKKAIDO E AICHI ESCLUSE DALLE MISURE

La prefettura di Aichi, il cui capoluogo è Nagoya, che ha una popolazione di oltre 2,2 milioni, non è stata tuttavia inclusa tra le sette prefetture coinvolte dallo stato di emergenza, così come le popolose prefetture di Hokkaido e Kyoto, per via del ritmo di contagi relativamente lento registrato. Abe ha cercato di mitigare le preoccupazioni del pubblico per il provvedimento senza precedenti in una conferenza stampa televisiva sulla emittente nazionale NHK, con funzionari governativi che indossavano maschere e giornalisti seduti per mantenere una distanza adeguata l’uno dall’altro per ridurre i rischi di trasmissione.

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8 Aprile 2020
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