martedì 14 Aprile 2026

Tajani: “In Iran non hanno intenzione di chiudere in tempi rapidissimi”

Il ministro degli Esteri: "Ho parlato con Grossi dell'Aiea, e mi ha confermato che l'Iran continuava a lavorare per l'atomica"

ROMA – “La situazione è ancora preoccupante in alcune parti, tant’è che abbiamo deciso di ridurre il personale della nostra ambasciata a Baghdad e di ridurre il personale della nostra ambasciata a Beirut. Rimarrà nelle due sedi soltanto il personale indispensabile per l’attività diplomatica”. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina.

“Ho parlato a lungo stamane anche con Rafael Grossi (Aiea), che mi ha confermato che l’Iran continuava a lavorare per la realizzazione dell’arma atomica. Tutto l’uranio arricchito che c’era prima dell’attacco è ancora lì presente. Non ci sono sensori della dell’Agenzia delle Nazioni Unite, però la situazione anche per lui rimane molto preoccupante”.

“Oggi c’è un’altra riunione importante della Lega araba per affrontare la situazione. Ho ribadito il sostegno italiano per tutte le iniziative diplomatiche che possono portare ad un allentamento della tensione, a una de-escalation, a un’accelerazione dei tempi per la conclusione della guerra che speriamo che si possa concludere il prima possibile. Anche se non mi pare che, da parte di nessuno dei paesi coinvolti, ci sia l’intenzione di concludere in tempi rapidissimi”.

“La situazione è molto complicata in Libano. Già si è ridotto il personale civile che lavorava con Unifil. Noi stiamo invitando gli uni e gli altri a ad una de-escalation, però mi pare che la situazione sia veramente molto, molto complicata. Noi continuiamo comunque a lavorare per far prevalere il dialogo”.

“Abbiamo sostenuto le iniziative dell’Egitto, che è molto attivo in questa fase, ma non sono molto ottimista su una rapida conclusione del conflitto. Dobbiamo assicurarci che ci sia una de-escalation, che gli obiettivi siano ridotti, che la popolazione civile sia risparmiata il più possibile, che non ci siano attacchi indiscriminati”.

“Il numero delle richieste” di rientro in Italia “è diminuito drasticamente. I turisti sono in gran parte ripartiti, anche coloro che vogliono ripartire tra i residenti preferiscono aspettare. Aspettano magari che si ripristino i voli verso le città italiane. Quindi direi che l’emergenza non è conclusa, ma certamente è in fase di conclusione”.

“Rimane ancora aperta la situazione all’isola delle Maldive- aggiunge-, dove c’è tantissima gente ancora in attesa di partenza, ma stanno aumentando i voli, quindi stiamo cercando di fare tutto il possibile per riportarli a casa, ma non sono in aree di pericolo”.

“Dall’inizio delle ostilità sono oltre 20.000 i connazionali che abbiamo aiutato a rientrare in Italia. In un momento difficile per il mondo intero, l’Italia ha rappresentato un modello di efficienza. Da sabato 28 febbraio- aggiunge- gli Ambasciatori, i Consoli e tutto il personale delle nostre sedi diplomatiche nelle aree coinvolte hanno assistito senza sosta gli italiani in difficoltà. Un lavoro enorme coordinato dalla Farnesina, grazie all’impegno dei 200 funzionari della Task Force Golfo che h24 rispondono a segnalazioni, monitorano e assistono i cittadini. Operazioni che hanno visti coinvolti i carabinieri e i finanzieri del Ministero degli Esteri, l’Aise e la Protezione civile. A tutti loro voglio solo dire grazie, di cuore. Per il loro alto senso dello Stato, per il loro servizio alla Patria, che mi rende orgoglioso di essere il Ministro degli Esteri”.

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