Terrorismo, fermato a Bari 36enne: sarebbe implicato nell’attentato al Bataclan

Vicino "ad ambienti radicali di matrice jihadista", apparterrebbe all'Isis
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BARI – “Un’opera europea, la risposta internazionale al terrorismo internazionale”. Così gli investigatori hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa a Bari, l’esito dell’operazione che ha portato all’arresto del presunto terrorista Athmane Touami, alias Tomi Mahraz, 36enne algerino destinatario di un provvedimento di misura cautelare da parte della Direzione distrettuale antiterrorismo (Dda) del capoluogo pugliese per partecipazione a organizzazione terroristica.
Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dagli agenti di polizia coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Giannella e dal magistrato Federico Perrone Capano, l’uomo, assieme ai fratelli, a Hamid Abaaoud Abdel (morto in Francia il 18 novembre di tre anni fa), a Khalid Zerkani e altre persone ancora da identificare e operative sia in Italia sia in Algeria, Francia, Belgio, Spagna e Siria, avrebbe fatto parte di una cellula terroristica del Daesh-Isis. Il 36enne era attivo in Francia e Belgio e avrebbe avuto collegamenti in Siria e in altri Paesi nordafricani.

LE INDAGINI

Le indagini su di lui sono cominciate nel maggio di due anni fa quando, mentre era nel Centro di permanenza temporanea (Cpr) per migranti di Bari, gli agenti della Digos hanno accertato la detenzione di un documento falso, utilizzato per muoversi liberamente nei paesi dell’area Schengen. “Il 36enne era stato trasferito nel Cpr di Bari e su di lui c’erano dei sospetti e segnalazioni che riguardavano una sua aderenza a gruppi terroristici internazionali di primo ordine”, ha spiegato Giannella evidenziando che “in un primo tempo per evitare che abbandonasse il nostro territorio legato alla scadenza della permanenza nel centro, è stato spiccato un fermo dalla procura antimafia per possesso di documenti falsi da cui è scaturita una condanna a due anni di reclusione“. Le indagini hanno accertato la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, Stade de France e degli attacchi armati concentrati negli arrondissement I, X e XI avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015. L’uomo avrebbe garantito agli attentatori documenti contraffatti.

“La prima volta in cui viene fermato alla frontiera tra la Francia e l’Italia era in possesso di documenti falsi nello specifico di un cittadino italiano ignaro”, ha sottolineato Giannella. Una settimana dopo gli attentati del 13 novembre, durante una perquisizione nella casa parigina del fratello, gli agenti trovarono una sua borsa con diversi documenti falsi e altri rubati, sette telefoni cellulari e diversi dischi rigidi con all’interno “329 fotografie legate all’Islam radicale e cinque video parziali dello stesso tipo”. Secondo la Dda di Bari il ruolo dei fratelli Touami era “fornire un supporto logistico, luoghi di appoggio, mettendo a disposizione merce di provenienza delittuosa” e “i falsari al servizio delle organizzazioni terroristiche”. “Per quanto riguarda il luogo in cui venivano stampati questi documenti, dalla collaborazione internazionale esce fuori una stamperia in Belgio al cui interno sono stati trovati documenti di persone che materialmente hanno partecipato agli attentati in Francia nel novembre del 2015”, ha rimarcato Giannella che ha anche evidenziato come il 36enne avrebbe messo in atto “tentativi di radicalizzazione o indottrinamento nei confronti di altri soggetti nel Cpr”. “Ci sono registrazioni che ci dimostrano che l’arrestato ha fatto ascoltare delle fatwe anche ad altri soggetti che condividevano lo stesso modulo abitativo: evidentemente ha cercato di fare proselitismo”.

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