8 Marzo, Lorenzin intitola sala del ministero della Salute a Tina Anselmi

[video mp4="https://media.dire.it/2017/03/lorenzin-anselmi.mp4" poster="https://www.dire.it/wp-content/uploads/2017/03/lorenzin-anselmi.jpg"][/video] ROMA - È stata la prima donna ad aver ricevuto la carica di ministro della
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ROMA – È stata la prima donna ad aver ricevuto la carica di ministro della Repubblica Italiana. E da oggi è intitolata a lei, a Tina Anselmi, una sala riunioni del ministero della Salute. L’iniziativa è stata voluta dalla titolare del dicastero, Beatrice Lorenzin, e la cerimonia si è svolta in occasione della Giornata internazionale della Donna. Hanno partecipato all’evento, tra gli altri, le sorelle e i familiari di Tina Anselmi, e le ex ministre della Salute Maria Pia Garavaglia, Rosy Bindi e Livia Turco.

“Per la prima volta noi quattro ministre della Salute ci siamo riunite per onorare la prima, che è stata Tina Anselmi- ha detto Lorenzin, nel video- Una donna straordinaria che ha lasciato un segno nella storia civile e politica di questo Paese. È la donna che si è battuta per la parità uomo-donna nel mondo lavoro e che ha realizzato il Servizio sanitario nazionale così come noi oggi lo conosciamo; attraverso la sua legislatura sono passate alcune tra le più importanti leggi che segnano la vita civile dell’Italia e per questo mi sembrava veramente giusto ricordarla, dedicandole un luogo in cui ci riuniamo qui al ministero per firmare le trattative più importanti, ma anche per costruire un filo intergenerazionale tra le donne. Noi abbiamo bisogno di una memoria dell’azione femminile, di quello che siamo state e di quello che vogliamo essere, e abbiamo bisogno di esempi per la politica che deve venire e per tutte quelle ragazze che oggi speriamo vogliano impegnarsi per la cosa comune e il benessere di tutti. È un grande e importante monito che ci viene dal passato e, come ha detto anche Livia Turco, abbiamo bisogno di madri e di figlie che riconoscano le mamme”.

Ha aggiunto Garavaglia: “Credo di interpretare una bella generazione di donne e ringrazio il ministro Lorenzin per aver pensato a Tina Anselmi, perché è un risarcimento che le fa al posto di un Paese che non l’ha valorizzata mai. Perché se il Paese avesse letto le carte, oggi la presidente Commissione Antimafia Bindi avrebbe meno da fare. Faccio fatica a parlare di Tina- ha detto- perché avendo vissuto con lei, quasi nella stessa casa, rischio poi di parlare di me. Ma voglio ricordare una sola cosa: è stato il ministro che ha firmato la 833 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale e a me basta questo per commuovermi, perché è la legge più importante che dopo la Costituzione ha avuto il nostro Paese, segnando un cambio di civiltà. Tina Anselmi aveva un’umiltà incredibile– ha ricordato ancora Garavaglia- e solo passando in strada lasciava il segno, perché la gente che la vedeva la apprezzava e si fermava a congratularsi con il fatto che lei ci fosse. Tina ha riscattato il valore della politica e ha reso orgogliose noi donne”.

Secondo Bindi, Tina Anselmi è stata “una grande donna che ha servito il proprio Paese per realizzare la giustizia– ha sottolineato- e lo ha fatto con la schiena dritta e con una grande lungimiranza, resistendo ai poteri forti e combattendoli sempre. Forse per questo ha anche pagato, ma la sua opera e i frutti della sua opera sono ancora tra noi e tocca a noi non solo ricordarla ma anche difendere le grandi conquiste che ha realizzato per il nostro Paese”. Turco ha quindi raccontato il suo ricordo legato alla Anselmi: “Appena arrivata in Parlamento, molto giovane, insieme a tante altre avevamo vinto una battaglia nel nostro partito e avevamo un gruppo parlamentare, l’allora partito comunista, composto dal 30% di donne. Eravamo giovani, colorate e piene di batticuore. Vidi avvicinarsi quella donna che avevo conosciuto da lontano, con quel bel sorriso largo, che mi diede una grande pacca sulla spalla e mi disse: ‘Ma come siete state brave, andate avanti’. È quello- ha concluso- fu per noi un grande incoraggiamento”.

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