Sud Corea maglia nera per donne e lavoro. L’Islanda al top

ROMA - Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, l'Economist traccia un elenco dei
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ROMA – Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, l’Economist traccia un elenco dei migliori e peggiori paesi per le donne in cui lavorare. La testata americana ha combinato i dati emersi da studi Onu, Ocse e Ue, che tengono conto di molteplici fattori che influenzano il benessere, l’accesso e la possibilita’ di carriera delle donne nel mondo del lavoro, il tutto comparato ai colleghi uomini. Tra questi fattori ci sono il livello di istruzione, la partecipazione al mercato del lavoro, il salario, i costi per la cura dei figli e il diritto alla maternita’ e alla paternita’. La somma delle cifre ottenute ha permesso di attribuire un valore medio – compreso tra zero e 100 – a ogni paese dei 28 presi in considerazione.

Quelli del nord Europa sono risultati i piu’ performanti in termini di gender equality: in cima alla classifica ci sono Islanda e Svezia, che superano l’80, seguite da Norvegia e Finlandia, sopra il 75. In questi stati, le donne occupano oltre il 50% degli incarichi all’interno dei Consigli di amministrazione delle aziende. Il paese in fondo alla classifica e’ invece la Corea del Sud, poco sopra il valore 20, preceduto da Giappone (30) e Turchia (35). L’Italia – al 17esimo posto – sfiora il 60, in linea con livello medio dei paesi Ocse, 60 appunto.

Nei tre paesi maglia nera, solo il 15% dei deputati in parlamento e’ donna, mentre le ragazze che completano il terzo ciclo di studi sono meno dei ragazzi. In Corea del Sud solo il 2% delle aziende e’ guidato da donne. In Turchia invece, appena il 35% delle donne e’ in cerca di un impiego e il 16% e’ in possesso di una laurea.

Uno studio condotto dal Pew Research Center rivela invece la componente femminile della forza lavoro mondiale: in media il 40%, eccezion fatta per i paesi del Medio oriente e Nord Africa, insieme a Turchia, Iran, Pakistan, India e Bangladesh, dove costituisce meno del 35% del totale. Infine, secondo l’Atlante Unesco della disuguaglianza di genere nell’istruzione, 11 milioni di bambine nel mondo tra i 6 e gli 11 anni non hanno mai varcato la soglia di un’aula scolastica, rispetto agli 8 milioni di maschi. I paesi in cui tale gap supera il 30% sono concentrati in Africa: Mali, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Nigeria, Niger, e poi, in Asia, in Pakistan. In generale pero’, sui 200 stati esaminati, la maggior parte resta sotto la soglia del 10%, rivelando un salto di qualita’ notevole rispetto a 20 anni fa.

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