Liguria, Toti contro il burqa: “Regresso culturale e politico”

Ieri la vicepresidente della Liguria, Sonia Viale, ha lanciato la proposta di vietare l'ingresso con il burqa nelle strutture sanitarie regionali
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ROMA – “Mi fa impressione che le opposizioni festeggino l’8 marzo inneggiando al burqa. Mi sembra un regresso culturale ancor prima che politico di alcuni partiti”. Lo dice il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, tornando sulla proposta di delibera lanciata ieri con cui sarà vietato l’ingresso in tutte le strutture pubbliche regionali alle donne che indossano il velo integrale islamico. “La delibera contro l’utilizzo del burqa e qualunque travisamento dell’intero corpo negli edifici pubblici della regione Liguria mi sembra di assoluto buon senso“, spiega il governatore che elenca i tre principali motivi che lo hanno spinto, assieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità, Sonia Viale, a prendere questa decisione. La prima: “Il burqa- sostiene Toti- è simbolo per eccellenza della sottomissione della donna all’uomo e credo che non possa essere tollerato in una democrazia che vuole essere moderna come l’Italia”.

C’è poi un tema di “rispetto di valori profondi della nostra civiltà, ovvero la parità tra uomo e donna, a cui chi viene in Italia a cercare una vita migliore deve adeguarsi”, dice il governatore. Infine, un aspetto legale e di sicurezza: “Dal 1975- ricorda il presidente regionale- esiste una legge che non consente in taluni luoghi di andare col viso coperto per ragioni di sicurezza: credo che le ragioni di sicurezza in Europa, in Italia, in Liguria siano impellenti e straordinarie in questo momento e sapete tutti perché”. E prova a fare un esempio concreto: “Se io mi aggirassi qua con un passamontagna in testa, gli agenti di polizia mi fermerebbero dopo 30 secondi per chiedermi il perché; o se qualcuno arrivasse in Regione a trovarmi con il passamontagna o un cappuccio sulla testa, le guardie all’ingresso gli chiederebbero cortesemente di farsi riconoscere. Non vedo perché- conclude Toti- ci debbano essere cittadini che hanno diritti diversi all’interno dello stesso paese, qualunque sia la motivazione culturale e politica”.

MA CGIL ATTACCA: “REGIONE VIOLA LIBERTA’ DELLE DONNE”

“Discriminante nei confronti delle donne perché viola la loro libertà, arrogandosi il diritto di decidere per loro cosa significa essere libere e non sottomesse al potere maschile”. Così la Cgil Liguria definisce in una nota la proposta della giunta Toti di vietare l’ingresso negli uffici pubblici e negli ospedali regionali a chi indossa il velo integrale islamico. “Questa è una visione stereotipata e paternalista del concetto di liberazione”, scrive il sindacato che invita i genovesi a partecipare il prossimo 23 marzo, alle 16 a Palazzo Ducale, a un convegno dal titolo “Libere tutte. Islam, donne, stereotipi: la conciliazione vita-lavoro come terreno di confronto”, alla presenza di Susanna Camusso.

“L’intento- spiega la Cgil- è di offrire una possibilità di confronto e riflessione sui femminismi islamici, al di là delle gabbie culturali e del pregiudizio, che tanto danneggiano le donne nel loro percorso di emancipazione in ogni parte del mondo”.

di Simone D’Ambrosio, giornalista

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