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8 Marzo. Serracchiani: “Rispetto guidi le coscienze di tutti”

TRIESTE - "A questo giorno voglio imprimere il segno dell'ottimismo,
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serracchiani2TRIESTE – “A questo giorno voglio imprimere il segno dell’ottimismo, nonostante sia necessario richiamare tutto il Paese al dovere di rendere meno difficile la situazione femminile e diffondere ogni giorno la consapevolezza, spesso sopita, taciuta o volontariamente negata, che l’apporto delle donne è radicalmente vitale in ogni ambito, sia esso economico, sociale o familiare”. Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani in occasione del Giorno dei diritti internazionali della Donna.
“I passi avanti per il progresso della condizione della donna negli ultimi decenni- aggiunge- ci sono stati e l’aumento della rappresentanza femminile nelle istituzioni ne è stato un segnale: il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, dal 2008 è risalito dalla posizione che lo vedeva quart’ultimo in Italia per presenza di donne nell’esecutivo regionale fino all’attuale situazione,  in cui la composizione della Giunta supera di molto la soglia prevista dalla legge. Anche la doppia preferenza di genere, dove introdotta, alle elezioni amministrative ha determinato l’aumento dei posti assegnati alle donne ed è questa la strada su cui continuare”, indica Serracchiani, prima donna eletta alla Presidenza della Regione autonoma.
Anche l’innovativa legge per il riequilibrio di genere nei Consigli di amministrazione delle società quotate e nei collegi dei revisori delle società controllate pubbliche ha contribuito a incrinare il cosiddetto “soffitto di cristallo”. “La Regione vigilerà sull’osservanza della quota del quaranta per cento in occasione dei rinnovi delle cariche“, assicura la presidente.
“Le leggi però non bastano e soprattutto – osserva Serracchiani – non potranno mai tutelare a sufficienza dai soprusi e dalla violenza che le elude. Ecco perchè il rispetto, la parità di genere, di diritti e di opportunità, devono esistere prima nelle coscienze e nelle prassi”.
Molto, infine, si deve ancora fare per i cosiddetti “tempi di conciliazione”. “La scienziata Rita Levi Montalcini soleva ricordare che le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente, portando due pesi, quello privato e quello sociale: lei le definiva ‘colonne vertebrali’ della società. A queste colonne vertebrali le istituzioni hanno il dovere di trovare forme di sostegno e propulsione“, conclude Serracchiani.

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