Scuola. L’Europarlamento approva la legge sull’educazione alimentare

ROMA - Più fondi e un nuovo progetto di
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

mensa scuolaROMA – Più fondi e un nuovo progetto di legge per l’educazione al mangiare sano e per la corretta alimentazione dei bambini nelle scuole europee. L’iniziativa, approvata oggi dal Parlamento UE, accorpa diversi programmi scolastici dell’Unione su latte e prodotti ortofrutticoli. Stanziati, inoltre, 20 milioni di euro supplementari per “finanziare la distribuzione di prodotti lattiero-caseari” e attuare “nuove misure educative”: i finanziamenti annuali destinati al programma per il latte e al programma per frutta e verdura passano rispettivamente a 100 e 150 milioni di euro. “Una dieta sana e bilanciata è il fondamento di una buona salute, ma il consumo di frutta, verdura e latte è in calo in tutta l’UE- ha dichiarato il relatore Marc Tarabella, eurodeputato belga -il Parlamento ha inoltre assicurato al programma la necessaria stabilità finanziaria, impedendo agli Stati membri di tagliare i fondi in modo unilaterale o di modificare i criteri di assegnazione dei fondi comunitari”. “Gli Stati membri, che partecipano volontariamente a questo programma di aiuto, dovranno fare di più per promuovere abitudini alimentari sane” si legge nella nota diffusa dall’Europarlamento. Sono inoltre “previste misure educative di accompagnamento per riavvicinare i bambini all’agricoltura”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»