Sociale. Sclocco: “600 mila euro per vita indipendente”

PESCARA - Ammontano a 600 mila euro le risorse finanziarie che
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sclocco-620x413PESCARA – Ammontano a 600 mila euro le risorse finanziarie che la Giunta regionale ha previsto, per il 2016, per la legge 57/2012 sulla Vita indipendente. La conferma arriva dall’assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, dopo le notizie circolate di una limitazione a 200 mila euro delle risorse per finanziare la legge regionale.

   “Come avevamo anticipato alla vigilia della stesura del Piano esecutivo gestionale – spiega l’assessore Sclocco – la legge regionale sulla Vita indipendente avrà una dotazione di 600 mila euro, di cui 200 mila fanno capo al capitolo di bilancio 71.679 e 400 mila al capitolo 71.681. L’aumento considerevole delle somme impegnate – dice l’assessore alle Politiche sociali – conferma una linea di indirizzo della Giunta regionale che è stata chiara fin dall’inizio: dare ossigeno economico ad una legge che funziona e che permette ai disabili e alle loro famiglie di avviare percorsi di inserimento nella società“.
   L’occasione per ribadire l’impegno della Giunta in fatto di Vita indipendente è data dalla determina del Servizio Politiche per il benessere sociale, che è possibile consultare sul sito www.osr.regione.abruzzo.it, che venerdì ha approvato la graduatoria delle istanze ammesse a finanziamento per l’anno 2015, approvata dal Gruppo regionale di coordinamento della Vita indipendente.
   “Il dato storico e politico che emerge – aggiunge Marinella Sclocco – è che dal 2012, anno di approvazione della legge, la stessa è stata finanziata solo negli anni 2014, 2015 e 2016 sempre con risorse crescenti e sempre da questa Giunta regionale. Inoltre, c’è l’impegno ad aumentare la somma ogni qualvolta s’intravedesse la possibilità concreta durante l’anno. Gli allarmismi, lanciati periodicamente dall’associazione, generano confusione tra i disabili e loro famiglie ma soprattutto vengono smentiti dai fatti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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