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Aborto, ira Pd Emilia-Romagna: “La Lega vuole riportarci nel 1978”

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La richiesta dei leghisti alla Regione è di non distribuire la pillola abortiva in consultori e day hospital
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BOLOGNA –  Anche il Pd mette nel mirino la richiesta della Lega di uno stop alla pillola abortiva. “Forse è la prossimità con l’8 marzo, che celebra la donna e la sua capacità di autodeterminarsi- sospetta Marcella Zappaterra, capogruppo Pd in assemblea legislativa- forse è la mancanza di argomenti in un momento in cui il paese sta distogliendo lo sguardo dalla propaganda salviniana, ma tant’è che anche oggi in Emilia-Romagna c’è chi tenta di mettere in discussione l’utilizzo della pillola abortiva Ru486″. Si parla ovviamente dell’interrogazione firmata dai consiglieri regionali del Carroccio Montevecchi, Pelloni, Catellani e Stragliati in cui si chiede alla Regione di non distribuire la pillola abortiva in consultori e day hospital.

“Potrei ribattere semplicemente- prosegue la dem- che è impossibile, richiamando quanto già contenuto nella legge 194 sull’interruzione di gravidanza, ovvero che questa possa essere praticata negli ospedali ma anche nei poliambulatori pubblici. Ma viene da chiedere anche ai consiglieri leghisti se la loro proposta innovativa sia quella di tornare alla situazione antecedente la legge del 1978. Sarebbe proprio un bel balzo indietro”. Ma “preoccupa di più- aggiunge Zappaterra- che i consiglieri leghisti non comprendano che dove la sanità e le procedure che garantiscono il diritto all’interruzione di gravidanza in sicurezza non siano presenti o facilmente accessibili, le donne hanno due scelte: spostarsi verso altre regioni o affidarsi a mani non sicure. Come rappresentanti eletti dai cittadini, indipendentemente dal partito di appartenenza, penso che dobbiamo tutti avere a cuore la salute delle nostre concittadine. Agendo quindi per consentire loro di poter ricorrere alle misure più sicure, senza penalizzarle in alcun modo“. 

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