Mugugni e mal di pancia? Tre giorni e arriva la medicina Draghi

mario draghi
L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Nel M5S ci si dispera e si piange, pensando a quando erano belli, giovani e forti, e adesso che si ritrovano quasi morti. Anche nel Pd tanti mal di pancia, con una situazione surreale: negli ultimi mesi, infatti, ogni decisione sui vari passaggi politici era stata sempre votata all’unanimità, ma dal momento dopo ogni corrente aveva pensato all’interesse della propria bottega. Alla fine non ci si è capito più nulla, e la decisione “o Conte o elezioni” è stata di fatto interpretata dai decisori come stupidaggine visto che a fine settimana avremo il Governo Draghi con il via libera di quasi tutti. Anche della Lega di Salvini, che ha lasciato da sola Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, alla faccia del centrodestra unito. E nella Lega giustamente brindano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, col prosecco del Governatore Zaia, che in un quarto d’ora hanno messo tutti gli avversari nel sacco facendo inversione a ‘U’ e scoprendosi ultrà dell’Europa e super tifosi dell’ex presidente della Banca Europea; pure disponibili a sedersi a tavola con i nemici di sempre pur di far dimenticare il passato, diventare affidabili per gestire la quota parte dei 209 miliardi di euro che arriveranno. E poi ci sono i 13-14 senatori ‘grillini’ che con una pattuglia di deputati diranno ‘no’ al governo; e pure a sinistra in molti scommettono che anche Leu salterà, con la parte che avrà ancora Speranza ministro dentro al Governo e gli altri che passeranno all’opposizione.

Alla fine piccole cose, il dado è tratto, tra pochi giorni partirà il Governo Draghi, unica cura per far ripartire il nostro Paese, metterlo al riparo dagli attacchi di questo o quel speculatore sempre pronto ad approfittarne. Adesso tutti sono lì a dibattere sulla composizione del nuovo esecutivo, su quanti saranno i ministri politici e quanti i ‘drago-tecnici’. Fatti i conti, briciole. Su 21 posti, infatti, tutti quelli economici e più pesanti, saranno scelti da Draghi; gli altri 11 a tutti i partiti di maggioranza, un paio per M5S, Pd, Lega e Forza Italia e gli altri tre a tutte le minoranze. Vero, la politica ne esce con le ossa rotte, inconcludente. E adesso non serve, come si ascolta nelle retrovie Dem, prendersela con Matteo Renzi, accusarlo di essersi prestato ai peggiori interessi per far saltare Conte e tutto il cucuzzaro. La verità, che tutti hanno fatto finta di non vedere, è che quella compagine alla fine è stata considerata non affidabile da quanti tengono davvero i ‘cordoni della borsa’, ora finalmente arrivata in mani più sicure. Tutti speriamo che ora i soldi vengano investiti al meglio, per far ripartire la vita di tutti noi guardando al futuro, non inchiodandola all’attimo fuggente dominato dal virus. Per quanto riguarda i responsabili politici, a quanto si è capito sottotraccia, ora puntano tutto sulla durata del Governo Draghi, che non dovrà essere molto lunga. Per molti sarà un anno, perché a febbraio prossimo si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, e chi meglio di Draghi? Chiaro che se la nostra classe politica, quella più responsabile e avvertita, vorrà a quel punto tornare protagonista non potrà mettersi a sfogliare la margherita, ma dovrà rinnovarsi, dalle fondamenta, valorizzando nuovi volti, energie ed esperienze che già operano a livello locale. Fare largo a loro, metterli in prima fila nelle partite del futuro. Senza abbattersi per quel che è stato, perché come ci ricorda l’amico Stanislaw Jerzy Lec: “Il primo sintomo della morte è la nascita”.

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