Firmato documento per dire “No” al deposito di scorie nucleari in Basilicata

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È quanto affermano i sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil nel documento Economia, ambiente e società: i tre pilastri dello sviluppo per la Basilicata
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POTENZA – “L’obiettivo principale delle politiche di governo deve essere la salvaguardia delle attività produttive, rispettando al tempo stesso l’ambiente e il patrimonio naturale. Ciò impone un ripensamento sulle modalità e sui mezzi d’azione, oltre a un recupero di responsabilità e di consapevolezza dell’agire umano. Sul principio della consapevolezza ambientale, sociale ed economica questo territorio deve giocarsi la partita del futuro, un futuro che pone le basi nelle scelte del presente”. È quanto affermano i sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil nel documento Economia, ambiente e società: i tre pilastri dello sviluppo per la Basilicata, una sorta di manifesto in cui si mettono nero su bianco i motivi per i quali la Basilicata non può ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari.

Presentato oggi a Matera, per Cgil, Cisl e Uil si tratta di domandarsi quale sia la Basilicata del futuro e di conseguenza scegliere il paradigma economico e sociale da adottare: “Uno passivo, verticale, calato dall’alto, adattativo di economia non propria – spiegano nel documento – legato a un deposito di scorie nucleari e alla sua percezione negativa, oppure uno rigenerativo, orizzontale, di beni e prodotti relazionali che sviluppi una infrastruttura connettiva tra capitali sociali, economici e ambientali”.
Per i sindacati il futuro della Basilicata è a un bivio, tra “Basilicata terra autentica o Basilicata terra di scorie” e hanno scelto da che parte stare.

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