Avvistato a Pescara per la prima volta l’ibis sacro

Ibis sacro pescara
Si tratta di un uccello bellissimo, venerato nell'antico Egitto, ma- spiegano gli ornitologi- è una delle tante specie alloctone invasive il cui arrivo può avere conseguenze anche molto negative su quelle autoctone
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PESCARA – Alcune segnalazioni c’erano state, ma per la prima volta si riesce a testimoniare la presenza dell’Ibis, uccello sacro e venerato dell’antico Egitto, in Abruzzo e, nello specifico, nel pescarese. A renderlo noto è la Stazione Ornitologica Abruzzese che spiega come la specie, molto diffusa in Africa e in particolare nel sud del Sahara, da alcuni anni è stata individuata in Francia e in Italia. Paesi dove è riuscita a riprodursi e a colonizzare ampi territori.

Ibis sacro pescara

Nel nostro Paese l’Ibis è riuscito a nidificare a nord già negli anni ’90, concentrandosi in colonie riproduttive soprattutto nella pianura padana. “In Abruzzo- spiega la Soa- la presenza dell’inconfondibile Ibis bianco e nero non era nota, anche se alcune segnalazioni di individui erratici nelle regioni vicine lasciavano prevederne l’arrivo. Il 7 febbraio di quest’anno però Sandro Barile, attento bird watcher e noto fotografo della Stazione Ornitologica Abruzzese ha fotografato un gruppo di otto Ibis sacri nei pressi di Pescara in una località che non viene indicata per evitare di creare un assembramento di fotografi e curiosi in un periodo in cui anche le regole per il controllo del Covid suggeriscono di evitare simili iniziative. Si tratta indubbiamente di una specie bellissima con forme e colori che sembrano il frutto della immaginazione e dell’estro di un grafico ma l’immagine non deve ingannare”, sottolinea la nota diffusa.

LEGGI ANCHE: Abruzzo verso la zona arancione, “variante inglese nel 50% dei casi”

“L’Ibis sacro a prescindere dal nome e dalle apparenze, così come l’Usignolo del Giappone segnalato in Provincia di Chieti o i parrocchetti di Roma, è una delle tante specie alloctone e invasive che quando conquistano nuovi territori lontani dalle aree di origine possono determinare conseguenze anche molto negative nei confronti delle specie autoctone per alcune delle quali diventano concorrenti inaspettati o predatori. L’Ibis sacro in particolare – sottolinea la Soa – è un grande predatore specializzato nella cattura dei nidiacei di molte uccelli come aironi, gabbiani, corrieri, fratini ecc, che si riproducono negli ambienti acquatici e litoranei e la capacità predatoria è talmente elevata che in nazioni come la Francia è in corso una campagna per eradicare completamente la specie dopo che ha causato la scomparsa di intere colonie riproduttive di alcuni uccelli acquatici. Nonostante quindi la bellezza dell’Ibis degli egizi è da sperare che il gruppo di animali fotografati sia solo di passaggio e non decida di fermarsi a riprodurre in Abruzzo”.

LEGGI ANCHE: San Valentino, ecco i corteggiamenti più straordinari del mondo animale

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»