Tg Sanità, edizione dell’8 febbraio 2021

Si parla di Covid-19 e piano vaccini, anticorpi monoclonali e autopsie
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COVID. LOTTA A PANDEMIA E PIANO VACCINI, LE PRIORITÀ DI DRAGHI

L’emergenza Covid sarà in cima all’agenda politica del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi. “Siamo in un momento difficile e la consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione”. Sono queste le parole con cui l’ex presidente della Banca Centrale europea, al Quirinale, ha comunicato di aver accettato l’incarico di formare un nuovo governo affidatogli dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Bisogna vincere la pandemia- ha proseguito Draghi- completare la campagna vaccinale e rilanciare il Paese: sono queste le sfide che ci aspettano”.

COVID. NUOVI CASI STABILI, MA PREOCCUPANO VARIANTI IN MOLTE REGIONI

Nel periodo tra il 13 e il 26 gennaio l’Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 0,84. La Cabina di regia del ministero della Salute-Istituto superiore di sanità certifica dunque un indice di contagio stabile rispetto alla settimana scorsa, ma in un quadro di “lieve generale peggioramento dell’epidemia”: aumentano le Regioni classificate a rischio alto (che passano da una a tre) e diminuiscono quelle a rischio basso (da 10 a sette), in un contesto “preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici Regioni italiane- hanno fatto sapere gli esperti- che possono portare ad un rapido incremento dell’incidenza”.

COVID. CTS: IN REGIONI ‘GIALLE’ VIA LIBERA A SCI DAL 15 FEBBRAIO

Via libera allo sci dal 15 febbraio, ma solo nelle zone ‘gialle’; impianti ancora chiusi, invece, nelle regioni arancioni e rosse. È l’indicazione arrivata dal Comitato tecnico scientifico al termine della riunione in cui è stato esaminato il protocollo messo a punto dalle Regioni lo scorso 28 gennaio. Gli esperti hanno dunque bocciato la proposta delle regioni in base alla quale gli impianti avrebbero potuto riaprire anche in zona arancione, con una capienza ridotta al 50% su funivie, cabinovie e seggiovie e l’utilizzo obbligatorio di mascherine Ffp2.

COVID. DA AIFA OK AD ANTICORPI MONOCLONALI IN ITALIA

Via libera dall’Aifa a due anticorpi monoclonali: si tratta di quelli prodotti da Regeneron e da Eli Lilly, con alcune condizioni e per una categoria limitata di pazienti in fase precoce e ad alto rischio di evoluzione. Gli anticorpi monoclonali sono forme semi-sintetiche prodotte in laboratorio dei veri anticorpi neutralizzanti presenti nell’organismo umano, che sono parte fondamentale della risposta immunitaria all’invasione di un agente estraneo, come un virus, un batterio, una tossina. Nel caso dell’infezione da Sars-CoV-2, gli anticorpi monoclonali sono stati sviluppati partendo dal plasma di chi ha contratto la malattia Covid-19 ed è poi guarito.

COVID. MEDICO LEGALE: VIRUS SOPRAVVIVE IN CORPO OLTRE 10 GIORNI DOPO MORTE

“Abbiamo testato sui cadaveri la sussistenza nel tempo della positività al tampone per il Covid e abbiamo visto che, anche oltre i dieci giorni, ci dà risultato positivo”. Lo ha scoperto il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale all’Università Sapienza di Roma e direttore dell’obitorio comunale della Capitale, che insieme ad un team di esperti ha effettuato uno studio, che sarà presto pubblicato sulla rivista ‘Diagnostics‘, sui cadaveri di persone morte a causa del Covid. “Ad oggi non abbiamo nessuna comunicazione di contagio cadavere-operatore sanitario- ha fatto sapere ancora Fineschi all’agenzia Dire- Ma dall’inizio della pandemia ci siamo premurati di fare tamponi anche sui cadaveri e abbiamo scoperto alcuni dati interessanti: innanzitutto abbiamo visto molte positività nei tamponi naso-faringei, ma allo stesso tempo abbiamo riscontrato una bassa carica di infettività”.

COVID. OMS: PREOCCUPATI PER RISCHIO VARIANTI SU EFFICACIA VACCINI

“L’Europa deve unirsi per accelerare la sua campagna di vaccinazione contro il Covid-19 con il sostegno di tutti i laboratori”. Lo ha detto il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità per l’Europa, Hans Kluge, ammettendo di essere “preoccupato” per il rischio delle varianti sull’efficacia dei vaccini. “Dobbiamo prepararci per altre mutazioni problematiche del virus- ha aggiunto- in particolare rafforzando ulteriormente il sequenziamento”.

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