Elezioni in Camerun, le donne al centro: “Votateci e governiamo”

Domenica al voto, tra minacce di boicottaggio e rischio violenze
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Noi donne dobbiamo essere elette, solo così potremo avere un ruolo nelle decisioni che ci riguardano. Se si discute della costruzione di ospedale, oppure in una zona rurale servono centri per partorire in modo sicuro, è giusto che le donne siano coinvolte perché comprendono meglio problemi e difficoltà di questo tipo. Hanno un altro approccio al governo”. Ne è convinta Mumah Bih Yvonne, responsabile delle Donne camerunensi per la pace. La sua organizzazione, come molte altre nel Paese africano, ha lanciato una campagna per incoraggiare le donne non solo a recarsi alle urne domenica prossima ma anche a votare per le liste che presentano candidate.
Domenica si terranno elezioni legislative ed amministrative a cui sono chiamati a votare quasi sei milioni di camerunensi. I seggi si apriranno però in una fase di insicurezza, che investe in particolare le regioni occidentali, da nord a sud. I gruppi armati che rivendicano l’autonomia delle regioni a maggioranza anglofona hanno minacciato violenze e chiesto di boicottare i seggi e far fallire le elezioni. Le associazioni come quella di Yvonne agiscono anche perché consapevoli che i timori di violenze faranno diminuire l’affluenza. L’assenza del voto femminile “potrebbe lasciare campo libero agli uomini, e questo sarebbe ingiusto” ha commentato una delle candidate, Alvine Yinda.

Dall’inizio delle insurrezioni separatiste sono stati uccisi quasi 3mila civili. Oggi l’ong Azione contro la fame ha denunciato che a fine 2019 gli attacchi mirati contro i villaggi del nord sono aumentati del 72,5 per cento. La stampa locale ha avvertito che nella regione di Adamoua, a sud, sono ripresi i sequestri da parte di uomini armati. I rapimenti non sembrerebbero però a scopo di riscatto. Di un padre e suo 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

8 Febbraio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»