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Milanese (Osa): “Implementare modelli integrativi e inclusivi di welfare”

Il presidente di Osa e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese, all'Assemblea regionale di Confcooperative Toscana si è confrontato con i presidenti nazionali delle Federazioni sui temi dello sviluppo dell'organizzazzione, della crescita imprenditoriale delle associate e sulle sfide del futuro
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ROMA – “Le disuguaglianze sono diventate il principale problema che attanaglia il Paese. Confcooperative ha preso, a più riprese, un impegno importante davanti alle istituzioni: strutturare un sistema di welfare inclusivo e solidale da affiancare all’azione pubblica. Questo è il nostro obiettivo, sia come FederazioneSanità che come Confcooperative. Le linee per conseguirlo sono state tracciate in questi mesi, anche in virtù ad un’intensa fase di riflessione sull’assetto organizzativo che ci ha visti tutti coinvolti e che ha evidenziato l’esigenza di maggiore intersettorialità, di più coesione e di abbattimento degli steccati”. Sono queste le parole del presidente di Osa e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese, che ha partecipato all’Assemblea regionale di Confcooperative Toscana.

Milanese si è confrontato, nel corso dei lavori, con i presidenti nazionali delle Federazioni sui temi dello sviluppo dell’organizzazzione, della crescita imprenditoriale delle associate e delle competenze per affrontare le sfide del futuro, lavori chiusi da un intervento del Presidente confederale Maurizio Gardini.

“I margini di crescita nel settore sono amplissimi- ha proseguito Milanese- basti pensare ai 38 miliardi di euro di spesa sanitaria privata che, se indirizzati in modo virtuoso, potrebbero liberare una quantità enorme di risorse nel quadro del Servizio sanitario nazionale. Su questo uno strumento prezioso ce lo fornisce la nuova impresa sociale. Ma dobbiamo fare in fretta per farci interpreti autentici di tale riforma, poiché le grandi società di capitali si stanno muovendo all’orizzonte”.

“Per rispondere a queste sfide- ha concluso Milanese- la priorità è quella di sviluppare le nostra capacità di fare sistema, di progettare e implementare modelli integrati di welfare, contemperando le esigenze di settori diversi e di imprese di diverse dimensioni. La parola d’ordine è mettere insieme”.

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