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Cuore-vita denuncia: “Ancora ferme le 4 macchine per la riabilitazione, e cardiopatici vanno a Rimini”

SAN MARINO - L'associazione Cuore-Vita le aveva donate all'Iss oltre un anno fa, spendendo quasi 33 mila euro,
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SAN MARINO – L’associazione Cuore-Vita le aveva donate all’Iss oltre un anno fa, spendendo quasi 33 mila euro, ma ancora quattro macchine per la riabilitazione del cardiopatico restano inutilizzate. Lo denuncia la stessa associazione, insieme al Comitato donne della Fups-Csdl. “Dopo quasi circa un anno di attesa dalla delibera che doveva rendere operativo il programma- lamenta Cuore-Vita- tutto è rimasto in una paradossale situazione di stallo” e le “quattro macchine della TechnoGym, di ultima generazione- prosegue- destinate alla riabilitazione giacciono tutt’ora presso il Centro sanitario all’ultimo piano dell’Atlante di Dogana”.

cuore_vita_san marino

L’associazione di volontariato sottolina che in questa vicenda “non ha altri fini se non quello di vedere impiegate le nuovissime attrezzature destinate ad un servizio tutt’ora mancante tra quelli erogati dall’Iss”. Infatti, secondo i volontari “non mancherebbero le possibilità di impiego da parte di cittadini sammarinesi cardiopatici per la loro riabilitazione nei casi di post-infarto ma anche dopo interventi cardio chirurgici”, grazie alle quattro macchine, “sicuramente avrebbero a San Marino, un idoneo centro di riabilitazione”.

Per la Csdl è una vicenda assurda: “A San Marino- lamenta il sindacato- ci sono persone che devono recarsi a Rimini per effettuare esercizi fisici a scopo terapeutico, mentre da noi ci sono attrezzature moderne lasciate incomprensibilmente inutilizzate”. Dito puntato quindi contro “questo spreco di risorse” considerando che l’Iss “se le è ritrovate gratuitamente; risorse che dovrebbero essere utilizzate per la collettività apportando grandi benefici alle persone e con un significativo risparmio per lo Stato”.
Di qui la sollecitazione affinché si provveda e tempestivamente all’utilizzo delle macchine “mettendole a disposizione dei malati cardiopatici per le cure riabilitative e ponendo fine a questo inaccettabile spreco”.

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