“Era stanco”. Al nord cade il primo politico per Covid

Giulio Gallera
Gallera lascia giunta Lombardia. Riecco Moratti (e Berlusconi). Ma è solo l'inizio della partita su Milano
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BOLOGNA – In Lombardia oggi è successo qualcosa che era nell’aria da tempo, ma che forse è anche un segno dei tempi e un indizio su quelli che (politicamente) verranno. Giulio Gallera non è più l’assessore alla Sanità nella Regione che più di tutte è stata a lungo nell’occhio del ciclone durante la pandemia; che più di altre ha vantato risultati e scontato vicende che ne hanno scalfito l’immagine di eccellenza. Gallera diventa così il primo politico italiano di peso che ‘paga’ la stagione del Covid. E già questo è qualcosa di inedito.

“Era particolarmente stanco e ha condiviso un avvicendamento“, ha detto il governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana annunciando l’ingresso in giunta di un altro nome che segna la giornata politica ‘nordista’: Letizia Moratti sarà vicepresidente e nuovo assessore al welfare della Regione. Mica poco. Ma non è ancora tutto, perché ecco l’intramontabile Silvio che arriva come la ciliegina sulla torta a dire: “Ho voluto personalmente Letizia Moratti in questo ruolo, a fianco del presidente Attilio Fontana, per rafforzare ulteriormente, con la sua credibilità e il suo prestigio, l’efficienza e l’autorevolezza della guida della regione-simbolo del buon governo del centrodestra”, scandisce Berlusconi. Mica poco considerando che le cronache raccontano di un siluramento di Gallera per volere di Salvini

Nella regione a trazione leghista, insomma, ri-irrompe Forza Italia e quel che è successo oggi non è un fattore di poco conto nella partita che si giocherà presto per il sindaco di Milano. Gallera era di Forza Italia ma l’assessorato chiave in epoca Covid -nella regione ‘verde’ leghista- resta ‘azzurro’. E Berlusconi promette: rivedrete Gallera (“Abbiamo concordato di utilizzare in altro modo in Forza Italia la sua competenza e le sue capacità di lavoro, dimostrate in 26 anni di militanza nel nostro movimento”).

Per il Pd è fin troppo facile sferzare Fontana e la Lega (che pure da oggi vanta due nuovi assessorati di peso: attività produttive e famiglia). Perché “Salvini caccia Gallera, retrocede Fabrizio Sala e commissaria Fontana. I tre principali protagonisti del governo dell’emergenza Covid”, ma, dicono i dem “Salvini, che si pavoneggia come il padrone della Lombardia, ammetta le responsabilità sue e del suo partito e chieda scusa ai lombardi”. E Fontana, rincarano, appare “solo, sconfessato e commissariato dal suo leader e dalla presenza ingombrante” di Letizia Moratti. E lo dice anche il Pd: tutto questo non sarebbe successo se la Lombardia avesse, tempo fa, cambiato approccio sul Covid. L’altro fatto di oggi è che politicamente la Lombardia ‘ammette’ di aver bisogno di un ‘tagliando’: Per Fontana è fondamentale ritrovare la forza con cui la Regione “ha corso negli anni scorsi”. E per questo servono “forze fresche“. Non è poco da quelle parti dove l’eccellenza è rivendicata come tratto distintivo.

C’è stato un tempo in cui il protagonismo di Gallera in trincea contro il Covid lo accreditava come possibile candidato sindaco a Milano. Oggi lui si dice “fortemente provato” dalla lotta al Covid e dice che non ha chiesto altri incarichi amministrativi. Insomma, scende qui. Ma anche questo fa ‘storia’ nella più grande storia del Covid. E soprattutto è solo il primo tempo della partita politica delle amministrative nella capitale del nord d’Italia.

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