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Governo restituisca inno e bandiera all’Italia dello sport

palazzo chigi
Il problema è politico e va avanti da due anni. Adesso l'Italia rischia di arrivare alle Olimpiadi di Tokyo senza inno e senza bandiera
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ROMA – L’Italia rischia di andare alle Olimpiadi di Tokyo senza l’inno e la bandiera tricolore. Il 27 gennaio ci sarà una riunione dell’esecutivo del Cio, il Comitato olimpico internazionale, e il nostro Paese potrebbe essere ‘espulso’ dopo le ‘ammonizioni’ già ricevute per un problema politico che va avanti da circa due anni. Il punto è che il Governo deve restituire al Coni l’autonomia necessaria, nel rispetto delle regole del Cio e della Carta Olimpica. Una questione burocratica, certo, ma anche di potere e spartizione delle competenze, oltre che dei fondi destinati allo sport e del conseguente rapporto con le Federazioni. Ora è tutto (o quasi) in mano al Governo. Come può essere autonomo il Coni se non ha un proprio Ufficio marketing o un Ufficio legale, ad esempio? Come può programmare la gestione del personale se non può decidere l’organico a sua disposizione? La questione è sul tavolo del premier Giuseppe Conte, che l’ormai lontano 24 giugno 2019 a Losanna – nello stesso giorno in cui il Cio ha dato fiducia al nostro Paese con l’assegnazione dei Giochi di Milano Cortina del 2026 – aveva promesso di risolvere la questione impegnandosi personalmente con il presidente del Cio, Thomas Bach. Ora il tempo stringe ed è folle avere messo l’Italia nel pericolo di presentarsi a Tokyo senza inno e senza bandiera. È urgente sbloccare subito la situazione.

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