L’esercito dell’Etiopia: “Uccisi quattro dirigenti del fronte tigrino”

Anche il portavoce del partito, mentre altri nove sono in arresto
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di Brando Ricci

ROMA – Le forze armate etiopi hanno comunicato di aver ucciso almeno quattro dirigenti del Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf), il partito che controllava la regione settentrionale del Tigray contro il quale Addis Abeba ha avviato un’offensiva militare a novembre. Altre nove figure di spicco del movimento sarebbero state arrestate. Secondo quanto si legge in un comunicato del ministero della Difesa rilanciato dall’agenzia di stampa nazionale, l’Ethiopian News Agency, i dirigenti uccisi sono il portavoce del Tplf, Sekoture Getachew, l’ex capo dell’Ufficio finanziario del Tigray, Daniel Assefa, l’ex presidente dell’Autorita’ etiope per le telecomunicazioni Zeray Agsedom, e un altro dirigente, Abebe Asgedom. Tra le nove persone fermate ci sarebbero invece anche l’ex ambasciatore etiope in Sudan, Abadi Zemo. Al momento non si conoscono smentite o conferme degli arresti da parte del Tplf. Diversi dirigenti della formazione politica, per quasi 30 anni al potere nel Tigray, hanno invece fatto perdere le loro tracce. Tra questi anche il presidente del Tplf nonche’ ex governatore della regione, Debrestion Gebremichael. Su circa 60 di loro pende una taglia e un mandato di cattura. Il 4 novembre il governo del primo ministro Abiy Ahmed ha avviato un’offensiva nel Tigray al culmine di mesi di tensione con il Tplf. Secondo Addis Abeba, le ostilita’ si sono chiuse il 28 dello stesse mese a seguito della presa del capoluogo della regione, Mecalle’. Stando ai dati delle Nazioni Unite, oltre 50.000 rifugiati hanno lasciato la zona fuggendo nel vicino Sudan a causa delle ostilita’. Incerto il numero delle vittime, anche a causa della sospensione delle linee di comunicazioni imposto alla regione fin dall’inizio dell’intervento militare. 

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