VIDEO | Iran, Fratoianni: “E’ ora di ritirare i soldati italiani dall’Iraq”

"E' necessario ridiscuterne e ritirare i soldati dall'Iraq e prendere una posizione molto netta di condanna dell'azione americana"
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ROMA – “La follia di Donald Trump mette a rischio i nostri soldati. Bisogna ridefinire le ragioni della nostra presenza, che dal mio punto di vista era assai discutibile anche prima di questa evoluzione, ma certo oggi e’ interamente da ridiscutere”. Cosi’ il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, intervistato dall’agenzia Dire a proposito della missione italiana ad Erbil in Iraq. Questa notte i soldati italiani si sono messi in salvo dall’attacco missilistico iraniano rifugiandosi nei bunker. Nelle prossime settimane il Parlamento sara’ chiamato a discutere il rinnovo dell’autorizzazione e del finanziamento delle missioni internazionali.

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“Cosa fanno i nostri soldati? Sono costretti a spostarsi da una base all’altra. Hanno sospeso l’attivita’ di addestramento delle truppe irachene. Dunque qual e’ la funzione della nostra missione? E’ necessario ridiscuterne e ritirare i soldati dall’Iraq e prendere una posizione molto netta di condanna dell’azione americana”, aggiunge il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che oggi ha formalmente chiesto al governo di riferire in aula sulla crisi iraniana.

Di piu’, per Fratoianni “la situazione internazionale deve essere al centro della verifica di governo” che si terra’ a fine gennaio. “Deve essere ridefinita – spiega- l’agenda dell’esecutivo. Serve un’iniziativa piu’ netta e decisa in campo internazionale”, spiega.

E a chi gli chiede se i parlamentari della Sinistra fanno appello anche ai parlamentari M5s che su questa materia hanno dimostrato consonanza con le posizioni dei progressisti, Fratoianni osserva che “tutti devono essere chiamati alla responsabilita’ di una grande discussione in Parlamento. E’ paradossale che tutta la politica nazionale sia esclusivamente impegnata su un tema certamente importante come la riforma della prescrizione ma che non puo’ essere l’unico terreno di confronto della maggioranza”.

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8 Gennaio 2020
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