VIDEO | Carige, quando Di Battista diceva: “Non siamo bancomat…”

[video width="850" height="480" mp4="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2019/01/DI-BATTISTA.mp4" poster="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2019/01/DIBBA.jpg"][/video] ROMA - "I politici utilizzano i quattrini nostri per darli alle banche. E poi le banche
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ROMA – “I politici utilizzano i quattrini nostri per darli alle banche. E poi le banche restituiscono il favore”, tuonava Alessandro Di Battista in una memorabile conferenza stampa a Montecitorio, il 5 luglio del 2017, nel corso della quale accusava il Pd di occuparsi solo di banche, salvo, con l’Anac, fare “social washing” delle coscienze.

Ma il problema, diceva l’esponente M5s, “e’ l’interconnessione tra il sistema mediatico e quello bancario. Il conflitto di interessi” con “le banche spolpate dalla politica con la compiacenza del sistema mediatico”. E ancora: “Le connessioni tra capitalismo finanziario, istituzioni occupate dalla bancocrazia e sistema mediatico”.

Un fuoco di file di accuse che rilette alla luce del decreto approvato ieri sera dal cdm appare oggettivamente paradossale. “L’abbiamo sempre detto che in questo paese i decreti li scrivono i consigli di amministrazione delle banche stesse”, diceva Di Battista. E aggiungeva: “In un paese serio ogni giorno i giornalisti dovrebbe rincorrere quella bugiarda della Boschi che ancora aspettiamo la querela della Boschi, noi e Ferruccio De Bortoli… Ma in Italia il bancomat siamo noi, sono i contribuenti italiani”.

Quindi in conclusione: “Dirò una cosa populista: se ci mettiamo i quattrini noi, vogliamo le banche noi. Se ci mettono i quattrini gli italiani le banche si nazionalizzano. Perche’ non si puo’ fare? Perche’ e’ roba stalinista? Ai cittadini italiani dico che siamo noi a difendere la Costituzione e il risparmio”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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