Per Conte il suo governo è il migliore del mondo, il Pd non ci crede

giueppe conte
L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – “Conte ha detto che il suo governo è il migliore del mondo? Sarà, contento lui…” dice la fonte Dem interpellata. Al momento è Italia Viva di Matteo Renzi che sta bombardando il premier ogni giorno. Una cosa messa in conto, si dice dalle parti di Palazzo Chigi, dove però forse si sta sottovalutando la crescente insofferenza dei vertici Pd nei confronti di un esecutivo che risulta troppo immobile, “con forte rischio di finire nella palude dell’inconcludenza” sottolinea il Dem. Nella maggioranza di Governo si continua a litigare su quale struttura mettere in campo per gestire i progetti legati ai 209 miliardi di euro che arriveranno dall’Europa. Renzi non vuole che il premier Conte si crei una ‘sua’ struttura slegata dal Consiglio dei ministri e dal Parlamento. Prima di entrare a palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri la ministra Elena Bonetti lo ha detto a chiare lettere: “Costituire una struttura parallela al governo di cui il Parlamento non sa nulla, e’ evidente, e’ un modo di esautorare il Paese nella progettazione del proprio futuro. E questo non è accettabile” ha sottolineato. Ma la mossa di Renzi, stando alle interpretazioni che si sono raccolte, fanno parte del suo modo di tener Conte sulla graticola in attesa del momento migliore: “Renzi aprirà una polemica al giorno- dicono- se l’è legata al dito dopo la figuraccia che gli ha fatto fare Conte”. Nell’intervista rilasciata oggi, infatti, Renzi spiega che nel corso del faccia a faccia chiesto da lui a Conte il premier si era detto d’accordo sulla necessità di un rimpasto ma “poi ha fatto un’intervista in cui ironizzava sul rimpasto… se ha davvero i ministri migliori del mondo, però, ci risparmi le task force dei tecnici faccia spendere a loro i soldi…”. In molti, a questo punto, si aspettano che alla fine la polemica in qualche modo rientrerà. Già c’è stato un sostanziale cambiamento: infatti dai 300 esperti di cui si era parlato in un primo momento, che dovevano aiutare i supermanager, oggi siamo scesi a 90, ‘solo’ 15 per ognuno dei 6 progetti da seguire. Altra spina da togliere è il voto di mercoledì sul Mes, il cosiddetto ‘salva stati’ avversato dal centrodestra e che ha squassato anche il M5S prima forza politica del Governo. Alla fine della comunicazione del Premier Conte si dovrà votare una risoluzione. Si sta cercando di mettere giù un testo che possa andar bene ai ‘grillini’ senza una via libera all’utilizzo dei 37 miliardi per la nostra sanità rimandando la decisione più in là. Ma dovrà esserci comunque una netta presa di posizione a favore dei provvedimenti decisi a livello europeo, per non far sollevare ancora più dubbi sull’affidabilità del nostro paese. E quei 37 miliardi alla fine verranno chiesti e presi dall’Italia. Lo si capisce dalla ‘bozza’ circolata oggi con la suddivisione del fondo per le sei missioni: Rivoluzione verde 74,3 mld; Digitalizzazione 24,9 mld; Infrastrutture 27,7 mld; Istruzione e ricerca 19,2 mld; Parità di genere e coesione territoriale 17,1; Salute 9 mld. Ecco,
proprio questi miseri 9 miliardi stanziati fanno capire che i 37
del Mes serviranno per forza.

LEGGI DIRE OGGI |  EDIZIONE DEL 7 DICEMBRE 2020

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