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VIDEO | Problemi di masticazione e ‘picky eaters’: i disturbi del comportamento alimentare in aumento tra i bambini

Lo evidenzia Margherita Caroli, pediatra e nutrizionista della Società italiana di Pediatria preventiva e sociale
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ROMA – Problemi di masticazione e ‘picky eaters’, i mangiatori schizzinosi che dicono no a priori a moltissimi cibi. Eccoli i disturbi del comportamento alimentare (Dca) in aumento, che stanno complicando la vita di molti bambini. “In Italia mancano ancora dati di incidenza precisi, ma negli Stati Uniti, Inghilterra e Francia le prevalenze variano dal 3 al 25% della popolazione pediatrica, ovvero riguardano fino a 1 bambino su 4. In questi casi sono gli adulti che devono indirizzare i figli e non il contrario”. Lo evidenzia Margherita Caroli, pediatra e nutrizionista della Societa’ italiana di Pediatria preventiva e sociale, nel corso del 32° Congresso nazionale della Sipps, in programma fino all’8 dicembre sulla piattaforma digitale ‘Health Polis’. 

Ma a cosa portano questi disturbi? La pediatra spiega che “la mandibola e la mascella crescono il doppio tra i sei mesi e l’anno di vita, e questa crescita viene favorita dall’uso di cibi semi duri. Se diamo da mangiare solo i semiliquidi non favoriamo la crescita delle parti interessate. Questo problema si evidenzia anche nei monotoni dell’alimentazione, perche’ un bambino che non mastica, non mangia alimenti duri come carne, alcuni tipi di verdura e frutta. Molte mamme preferiscono dare solo cibi morbidi ai bimbi piu’ piccoli, perche’ hanno paura che si possano strozzare, ma cosi’ facendo creano un danno al proprio figlio. Quest’ultimo, quando avra’ sette anni, riscontrera’ dei problemi a masticare, perche’ avra’ una minore capacita’ di forza e, se la mandibola non e’ cresciuta bene, ci sara’ la necessita’ di ricorrere a un apparecchio per i denti”. 

Oltre a questi Dca minori, Margherita Caroli elenca alcuni disturbi del comportamento alimentare che “sono particolarmente gravi nei bambini. Anoressia, bulimia e obesita’ richiedono l’intervento di una equipe multidisciplinare che includa anche il supporto neuropsichiatrico e psicologico. Questo- conclude- perche’ si tratta di disturbi che coinvolgono corpo, anima, cuore e mente”. 

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