Chiusa rotta sul Panaro a 24 ore dall’esondazione

Priolo: "Operazione record", Bonaccini: "Nessuno resterà solo"
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(Foto dal profilo Twitter di Stefano Bonaccini)

BOLOGNA  – La rotta sul Panaro è stata chiusa attorno alle 8.30 di questa mattina. A 24 ore dall’esondazione del fiume che ieri aveva travolto l’argine a monte dell’abitato di Nonantola, informa la Regione Emilia-Romagna, quattro squadre coordinate dai tecnici Aipo hanno chiuso una falla di 70 metri e messo così in sicurezza la cittadina del modenese. In tutto 21 persone hanno lavorato tutta la notte sull’argine: 150 i camion impiegati che hanno trasportato 4.500 tonnellate di materiali.

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“È stato organizzato in tempi record- afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo- un cantiere molto complicato dalla logistica di accesso, dalla forte corrente del fiume e dalle condizioni meteorologiche. Ora le squadre dei tecnici stanno proseguendo i lavori per la sigillatura definitiva dell’argine. Ringrazio Aipo per la tempestività degli interventi che hanno permesso di evitare il propagarsi del problema ad altri territori e di dare un aiuto concreto ai cittadini di Nonantola, la nostra priorità”. Un “ringraziamento speciale- chiude l’assessore- va alle donne e agli uomini di Prefettura, forze dell’ordine, esercito, enti locali, volontari e operatori dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e Protezione civile, che da due giorni stanno lavorando senza sosta per far fronte a una piena mai registrata finora”.

Intanto, il governatore Stefano Bonaccini ha firmato la richiesta al Governo di stato d’emergenza nazionale dopo aver sentito il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e il direttore del dipartimento nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli. La Giunta regionale ha stanziato subito due milioni di euro per i ristori economici dei pubblici esercizi colpiti, in particolare il commercio, soprattutto piccoli negozi, bar e ristoranti, “secondo modalità che verranno definite con i sindaci e le associazioni di categoria in sede locale”. Ristori che la Regione intende “garantire rapidamente, compresa la possibilità di erogarli direttamente agli esercenti”, sul modello della procedura già utilizzata dopo le alluvioni a Brescello e Lentigione nel reggiano, a Colorno nel parmense e a Campogalliano nel modenese nel dicembre 2017. L’intervento regionale si aggiunge a quello nazionale nell’ambito della procedura d’emergenza, col quale vengono assicurati i risarcimenti a cittadini e imprese colpite e coperti gli interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza e quelli in corso per liberare strade e immobili da fango e detriti.

Le persone, le famiglie e le attività colpite sappiano che la Regione è al loro fianco, da subito- afferma Bonaccini-. La cosa più importante adesso è fare tutto ciò che è necessario per tornare in pochi giorni alla maggiore normalità possibile, facendo rientrare nelle proprie case chi le ha dovute lasciare e far ripartire pubblici esercizi e piccole attività, partendo da chi era già stato penalizzato dalle misure restrittive anti-Covid”. Per questo “abbiamo stanziato subito due milioni di euro, come prima disponibilità per far fronte alle necessità”. Bonaccini dice di aver chiesto al Governo “rapidità nell’avviare e completare le procedure necessarie a stanziare i fondi per i danni e quelli per i risarcimenti per cittadini e aziende, nessuno escluso, trovando piena disponibilità”.

La situazione “è sotto controllo”, nonostante le “indubbie difficoltà generate dalle piene di portata storica che abbiamo registrato ieri” afferma l’assessore regionale alla Protezione civile Irene Priolo, dopo aver fatto il punto dell’alluvione nel modenese al centro unificato di Marzaglia. Si lavora alla sigillatura dell’argine del Panaro “che potrà consentire un maggior grado di sicurezza ai cittadini di Nonantola”. Intanto, informa ancora l’assessore, i volontari e il personale della Protezione civile “stanno già operando per la pulizia e il ripristino delle strade e delle abitazioni, oltre a raccogliere le segnalazioni dei danni a privati e imprese per l’inoltro della richiesta di stato di emergenza nazionale, d’accordo con il presidente Bonaccini che sta seguendo in modo costante l’evolversi della situazione”. Ovviamente, sottolinea ancora l’assessore, “è importante non abbassare la guardia”, visto il meteo in peggioramento. “Occorre proseguire con un puntuale controllo del territorio, il Secchia ha continuato infatti a preoccupare nel corso della notte, non tanto per il rischio di tracimazioni ma per la tenuta degli argini, anche se al momento non ci sono criticità particolari da segnalare. Grazie al lavoro di squadra e alla concreta collaborazione di tutti e alle forze messe in campo, confidiamo di tornare nei prossimi giorni a una situazione di normalità”.

https://vimeo.com/488133271

RIAPERTA LA VIA EMILIA E RIATTIVATE ALCUNE UTENZE

Non cambia il numero delle persone evacuate (circa 300, 30 in albergo, gli altri in autonoma sistemazione) mentre è stata completata la rialimentazione di tutte le utenze elettriche di Castelfranco Emilia. A Nonantola, invece, sono circa mille quelle riattivate e si sta lavorando alla riattivazione di quelle rimanenti di famiglie e imprese. In tutta la zona, informa ancora la Regione, è stato rafforzato il presidio anti-sciacallaggio. A Fossalta, intanto, sono partiti i lavori per pulire le strade per poi proseguire con le abitazioni. Le operazioni sono svolte a cura del Comune, con il supporto della Regione. Riaperta poco dopo mezzogiorno la via Emilia. Per quanto riguarda la mobilità, sono stati appena riaperti due ponti sul Secchia-Bacchello e San Martino, oltre la via Emilia a Fossalta, dopo i controlli di Anas.

A Nonantola continuano a esserci problemi legati alla rete di telefonia mobile in varie zone del territorio, quindi il Centro operativo comunale ha spostato la parte operativa nella sede del Comune di Castelfranco Emilia per organizzare in modo più veloce la rete di aiuto alla popolazione. Prosegue anche il lavoro della rete di soccorsi: il Comune di Nonantola ha messo a disposizione dei cittadini in difficoltà quattro numeri telefonici: 059-896540, 059-896513, 059-896514, 059-896515. Anche le persone fuori Nonantola con familiari in difficoltà (che non riescono a telefonare non avendo modo di utilizzare il dispositivo scarico) sono invitate a contattare i numeri del Centro operativo, specifica l’amministrazione. Sono poi aperti i due punti di accoglienza per chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione. Nelle scuole materne Don Milani di via Gori sono accolte tutte le persone non affette da Covid e che non si trovano in isolamento. Le persone malate o in isolamento trovano invece ospitalità alle scuole Don Ansaloni di via Larga per poi essere trasferite in strutture apposite. Enel sta lavorando al riallaccio delle cabine elettriche, quando il deflusso dell’acqua consente di lavorare in sicurezza. Sono al momento 1.800 le utenze sconnesse a Nonantola, in calo rispetto alle oltre 2.700 di questa notte.

https://vimeo.com/488133177

SALVATE UN’ANZIANA SIGNORA E DUE MINORENNI

anziana modena

Due interventi di soccorso sono stati effettuati questa mattina dai Carabinieri a Nonantola: i militari hanno aiutato una donna di 80 anni rimasta bloccata nella propria abitazione, senza energia elettrica né servizi connessi, e due ragazze minorenni (di 14 anni), anche loro rimaste bloccate in casa. Sul posto è arrivato anche Davide Angrisani, Comandante della Legione Carabinieri Emilia-Romagna che ha visitato prima il centro operativo comunale di protezione civile di Nonantola e poi quello di Modena, dove ha incontrato i vertici della Prefettura e della Protezione civile. Per quanto riguarda il personale schierato, l’Arma ha impegnato oltre 200 uomini tra cui 40 del quinto Reggimento Emilia-Romagna e di Mestre e 20 Carabinieri Forestali di Modena. Impiegato anche un elicottero, proveniente da Forlì, con sorvoli di ricognizione e vigilanza degli argini dei fiumi.

LA ROTTURA DEGLI ARGINI ERA GIÀ STATA PREVISTA DA UNIMORE NEL 2015

Le criticità idrauliche dei fiumi Secchia e Panaro e la possibile rottura degli argini (come quella del Panaro che si è verificata ieri) erano state preannunciate già nel 2015 da uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia. È tutto nero su bianco nella pubblicazione a più mani di cinque anni fa curata da Stefano Orlandini, professore ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”. Documento in cui, tra l’altro, si chiedevano maggiori attenzioni all’ambiente e interventi di manutenzione. “Come si dice in questi casi, tuttavia- afferma Orlandini- l’emergenza è in corso e non è certo questo il momento di parlare di cause e responsabilità”. Sperando che poi, aggiunge però il professore, “qualcuno si interessi alle vere cause di questi disastri, quelle riportate nell’articolo che ha catturato più l’attenzione dei ricercatori che dei decisori e che di fatto continuano a produrre alluvioni disastrose nel nostro Paese”.

Intanto i ricercatori di Unimore hanno creato e messo a disposizione della Protezione civile uno strumento utile a simulare l’evoluzione dell’onda di esondazione causata dal collasso degli argini, utile a guidare le operazioni di soccorso. “Rispetto a modelli basati su descrizioni uniformi del dettaglio topografico il modello di Unimore- continua Orlandini- risulta più accurato ed affidabile, da un lato, e più efficiente, d’all’altro”. Infatti “occorrono tempi di calcolo nell’ordine di 15 minuti per ottenere simulazioni significativamente più accurate di quelle ottenute da altri modelli in 15 ore”. Al modello guarda ora con attenzione anche il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. “Saremmo felici che il nostro lavoro potesse essere di aiuto”, chiude Orlandini.

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