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Veneto, altre 3 morti bianche. Cgil: Siamo all’emergenza

Raggiunge quota 72 il numero delle vittime sul lavoro, 22% in più rispetto al 2015
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lavoroVENEZIA – Sono tre i morti sul lavoro registrati in Veneto nelle ultime ore, il che porta a 72 il numero delle vittime di incidenti mortali sul lavoro nel 2016, ovvero il 22% in più rispetto al 2015. Lo denuncia la Cgil, che segnala anche un aumento degli infortuni, da 52.842 del 2015 a 53.509 del 2016. “Significa più di un morto ogni due giorni lavorativi e 365 infortuni al giorno, parte dei quali con esiti invalidanti”, sottolinea Tiziana Basso, segretaria della Cgil del Veneto, secondo cui siamo di fronte “ad una vera e propria emergenza”, causata da “meno investimenti in sicurezza, maggiore precarietà e permanenza al lavoro in età più elevate“.

Analizzando i dati per provincia, il veronese risulta l’area dove si verificano più infortuni (ben 13.333 incidenti), mentre Vicenza fa registrare il maggior numero di vittime (24 morti sul lavoro da inizio 2016).

Al secondo posto per le morti bianche c’è Treviso, con 20 incidenti mortali, seguita da Padova (18 incidenti mortali), Venezia (15), Verona (12), Belluno (sei) e Rovigo (quattro). Ed il rovigotto è anche l’area dove si verificano meno infortuni (2.340). “È inaccettabile che nel 2016 si debba ancora morire sul lavoro e che questa piaga, anziché diminuire, sia in spaventoso aumento”, conclude Basso, ricordando l’impegno del sindacato sul fronte della sicurezza sul lavoro, supportato tra l’altro dalla presentazione della “Carta dei diritti”, la legge di iniziativa popolare che mira ad affermare una serie di diritti fondamentali per tutti i lavoratori.

di Fabrizio Tomassini, giornalista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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