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La nuova sfida: su internet saremo immortali

Il Metaverso apre le porte a nuove applicazioni della realtà, permettendo di compiere quel passaggio dal mondo fisico a quello virtuale
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di Giovanni Perrone e Simone Stellato

ROMA – La “talpa” Frances Haugen attacca Facebook e subito Zuckerberg – per distogliere l’attenzione? – annuncia ai quattro venti la trasformazione della società in Meta. Il progetto, che prevede una spesa iniziale di dieci miliardi di dollari e l’assunzione di diecimila nuovi informatici, ha l’obiettivo di creare e sviluppare il Metaverso. Il termine viene usato per la prima volta nel 1992 da Neal Stephenson nel suo romanzo fantascientifico Snow Crash per descrivere una realtà virtuale aumentata e condivisa su Internet. L’idea dello scrittore è diventata quasi realtà nel 2003 con l’uscita di Second Life, una piattaforma che integra vari aspetti della vita reale in una dimensione digitale. Oggi con Metaverso si intende un’estensione della nostra vita che condivide molte proprietà e caratteristiche del mondo in cui viviamo, assumendo una struttura spazio-temporale digitale. 

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Anche Microsoft si è lanciata in questa nuova dimensione con Mesh su Teams in arrivo nella prima metà del 2022. Gli utenti di Teams, una delle piattaforme più utilizzate per le riunioni, potranno creare un avatar con il quale parteciperanno ai meeting di lavoro. L’ambizione di Microsoft è quella di creare uno spazio di lavoro ibrido nel quale si possa risparmiare tempo, energia, rimanendo in un ambiente condiviso. Anche il grande colosso cinese Alibaba sta investendo nel Metaverso e ha addirittura organizzato la Metaverse Art Exhibition, una mostra d’arte accessibile solo virtualmente. Da Nvidia a Tencent, da Epic Games a ByteDance, tutte le più grandi aziende del mondo informatico e del gaming stanno pensando a come implementare le funzioni del Metaverso all’interno dei prodotti e a come fare interagire questi nuovi mondi tra loro. 

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Il Metaverso apre le porte a nuove applicazioni della realtà, permettendo di compiere quel passaggio dal mondo fisico a quello virtuale. Uno dei settori che potrebbe beneficiarne è quello del turismo; il synthravel permette di viaggiare virtualmente ovunque e potrebbe rappresentare un’opportunità in più per “visitare” nuovi posti lontani e farsi un’idea . Anche il settore immobiliare si sta evolvendo con Anshe Chung,  pseudonimo dell’avatar di Ailin Graef, un’immobiliarista che si è arricchita vendendo proprietà e terreni in un mondo virtuale. Nell’ambito delle scienze sociali, del marketing e delle comunicazioni, il Metaverso potrebbe aiutare a simulare campagne pubblicitarie e sondaggi, collezionando più facilmente i dati del pubblico e ottimizzando così l’esecuzione nel mondo reale. Pensiamo infine al mondo dell’arte, dell’architettura e del design, dove si può dare sfogo alla creatività nella realizzazione di opere, progetti monumenti e addirittura città senza limiti di spazio, permessi e a costo zero. 

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A ben vedere, già molte realtà nel mondo delle criptovalute hanno creato mondi virtuali. Si pensi al  rapper Snoop Dogg, già entrato in uno dei metaversi più famosi nel mondo cripto, The Sandbox, creando una rappresentazione virtuale della sua villa, dove si potrà assistere ai suoi concerti e partecipare ad eventi. Alla sola notizia di Meta, tutti i token cripto legati ai metaversi – Decentraland e The Sandbox su tutti – hanno registrato guadagni da capogiro. Il vantaggio delle criptovalute rispetto ad aziende come Facebook è tra l’altro quello di non avere un ente centrale a controllare le sue creazioni, così che in ogni mondo virtuale tutti sono uguali e nessuno ha in mano la gestione della nuova “dimensione”.

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Nati inizialmente a causa del covid e dunque da una necessità e da una situazione di emergenza che ci ha isolati e confinati, questi processi hanno dimostrato ora tutte le loro potenzialità. I vantaggi di questo progresso tecnologico sono stati evidenti fin da subito per le grandi aziende, che hanno deciso di investire in questo settore e implementarne le relative funzioni. Nonostante i notevoli benefici, sono molte le perplessità e i dubbi sul concetto di Metaverso. La possibilità di crearsi una vita parallela, anche se apparentemente intrigante, porta con sé una serie di problemi. L’alienazione che potrebbe generarsi da questa nuova “dimensione” può provocare un distacco dalla realtà, portando l’individuo a isolarsi, nascondersi, ingannando gli altri e anche sé stesso. La degenerazione del Metaverso è dietro l’angolo, dal mentire sulla propria identità e fisicità fino ad arrivare a un’illusoria immortalità all’interno di questa realtà virtuale . Sorge una domanda: ha senso sfruttare i vantaggi del Metaverso perdendo la propria umanità?

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