VIDEO | Fino a ‘Ultima goccia’: il libro che racconta il ciclo dell’olio usato

A Ecomondo il consorzio Conou tra storia e circolarità 100%
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print









Precedente
Successivo

RIMINI – Raccogliere tutto, fino all’ultima goccia, per salvare l’ambiente e realizzare davvero un nuovo modello di economia, quella circolare, riunendo tutti, “dalla grande industria fino all’officina meccanica”. È questo il mantra di Paolo Tomasi, presidente di Conou, il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, che presenta a Ecomondo il suo libro-testimonianza sulla sua storia all’interno del consorzio che guida dal 2003, ma di cui faceva parte già dal 1994, in veste di consigliere: “Cercando l’ultima goccia. L’economia circolare dell’olio minerale usato”, appunto, è il titolo del libro, che evidenzia l’ostinazione nel tendere sempre di più verso un modello di economia circolare, che consente oggi di produrre risorse attraverso un processo industriale di raccolta e rigenerazione di un rifiuto. In questo caso si parla di oli minerali, considerati rifiuti altamente inquinanti e pericolosi per l’uomo e per l’ambiente, che si trovano nei lubrificanti per i motori, nei circuiti idraulici e in quelli di raffreddamento di macchinari, nei dispositivi elettrici ed elettronici. “Direi che ho un po’ una mentalità ambientalista e questo mi ha aiutato ad andare avanti in questo discorso, che non sempre ha trovato consenso- riassume Tomasi- abbiamo dovuto cercare di spiegare molto agli altri, di portare le persone sulla nostra strada”. Del resto, “perché utilizzare materia prima, che peraltro è finita, quando abbiamo a disposizione delle risorse da riciclare?”.

Il libro “Cercando l’ultima goccia. L’economia circolare dell’olio minerale usato”

Il libro di Tomasi, intrecciando autobiografia e analisi dello scenario economico-industriale, ricostruisce la storia imprenditoriale, sua e del consorzio, tra difficoltà e successi, in un mercato, quello della valorizzazione degli oli minerali, sempre più orientato verso la sostenibilità, a beneficio dell’ambiente. Proprio Conou infatti, secondo il rapporto di sostenibilità 2018 dell’ente, redatto secondo lo standard internazionale Gri, a Ecomondo ha annunciato di aver raggiunto il primato europeo “circolarità 100%“, per cui le 187.000 tonnellate di olio raccolte e avviate a rigenerazione (+2,7% rispetto al 2017) hanno dato il via a una produzione di 123.000 tonnellate di basi rigenerate e 42.000 tonnellate di altri prodotti. Cioè in sostanza il 100% del raccoglibile, un risultato “che non ha pari in Europa” e vale per Conou il primato di esserci riusciti per primi nel continente.

I progetti di Conou

“Stiamo cercando di fare ancora meglio quando già abbiamo raggiunto il 100%, e quando si raggiunge si pone lo sguardo alla qualità della raccolta”: ovvero, aggregare in un “progetto comune” i produttori del rifiuto, “dalla grande industria all’officina meccanica”. “La sostenibilità è il ponte tra la generazione attuale e quella futura, in termini economici, sociali e ambientali” secondo il vicepresidente di Conou Riccardo Piunti, che ipotizza perfino che fra qualche anno “non si faranno più solo bilanci finanziari”, ma che tengano conto anche dell’impatto appunto socio-ambientale, perché “è questo quello che interessa”: un’azienda “che non danneggi ma anzi crei le condizioni per sopravvivere nelle generazioni future”.

Il vantaggio del riciclo, piuttosto che della produzione di basi lubrificanti vergini è stato calcolato in 74.000 tonnellate di CO2 in meno immesse nell’atmosfera, un beneficio in termini di occupazione evitata di suolo pari a quasi 45 ettari ogni anno rispetto al ciclo lineare, e un risparmio di acqua pari a 120 milioni di metri cubi. Lo stesso rapporto calcola che l’attività del consorzio ha contribuito nel 2018 ad un risparmio di 85 milioni di euro sulla bolletta energetica del Paese.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»