La Pera: “Bene la legge della Regione Lazio sulla salute sessuale dei ragazzi”

Grazie a questo programma di prevenzione, a tutti i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, verrà offerta dalla Regione una visita andrologica gratuita
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ROMA – “Sono molto contento dell’approvazione di questa legge, perché raccoglie tutte le attività e gli sforzi che gli uro-andrologi hanno svolto in questi anni per creare una sensibilità sul tema della tutela della salute sessuale, una questione che riguarda tantissimi ragazzi. I numeri sono estremamente chiari: circa il 50-60% della popolazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni ha una patologia più o meno grave all’apparato genitale. E tali patologie hanno conseguenze non solo sul piano biologico (tra le varie problematiche che possono presentarsi ci sono varicocele, fimosi, deviazione dell’asse del pene in erezione, eiaculazione precoce) ma anche su quello psicologico e sociale”. È il commento rilasciato dall’uro-andrologo dell’ospedale San Camillo Forlanini di Roma, Giuseppe La Pera, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale del Lazio della proposta di legge (numero 18 del 20 aprile 2018) riguardante le ‘Disposizioni in materia di tutela della salute sessuale e della fertilità maschile’. 

“Questi problemi, molto sentiti tra i ragazzi, per troppo tempo sono stati sottovalutati- ha proseguito La Pera- Per fortuna la Regione Lazio, per la prima volta nel mondo, ha fatto una legge che intercetta i bisogni di questa popolazione, fatta di ragazzi ma anche delle loro famiglie. Grazie a questo programma di prevenzione, a tutti i ragazzi in quella fascia d’età, verrà offerta dalla Regione una visita andrologica gratuita“.

La legge prevede anche lo stanziamento di 50mila euro per ciascuna annualità 2020-2021, destinati a finanziare gli “interventi di promozione della conoscenza delle principali malattie uro-andrologiche attraverso campagne di informazione e prevenzione nelle scuole”. Le disposizioni approvate mirano a tutelare la salute dei ragazzi attraverso un programma di screening e prevenzione delle patologie andrologiche per tutti gli uomini di età compresa tra i 15 e i 24 anni, proponendo di creare una serie di strutture di andrologia urologica presso le aziende sanitarie locali per intercettare, diagnosticare e trattare le patologie. 

L’Aula ha inoltre approvato un ordine del giorno collegato alla legge, con il quale si chiede alla Giunta regionale di individuare nel San Camillo Forlanini il centro di riferimento regionale dedicato alle patologie uro-andrologiche, della sessualità e della riproduzione maschile. “Il San Camillo è stato indicato come uno dei possibili centri di riferimento e di coordinamento di tutte le varie province su questo tema- ha commentato La Pera- Quanto al budget, avere una cifra iniziale sicuramente faciliterà la realizzazione del programma di screening”. 

Secondo un dato elaborato dalla Società italiana di Andrologia, intanto, in Italia il 50% dei tumori del testicolo arriva in fase già metastatica e nel Lazio la patologa provoca circa una decina di morti all’anno dopo i 15 anni. “Nella nostra Regione, è l’Istat a dirlo, nessun ragazzo sotto i 15 anni muore di tumore al testicolo- ha fatto sapere l’uro-andrologo del San Camillo Forlanini di Roma- Dopo i 15 anni, però, questo tumore, che è altamente curabile, produce alcuni morti perché troppo spesso le diagnosi non sono precoci. Nei testicoli le cellule sono in rapidissima moltiplicazione e perdere un mese, due o tre fa la differenza. La sopravvivenza al primo stadio è del 98% al terzo stadio è del 60%”. 

I ragazzi colpiti dalle patologie andrologiche, fa sapere ancora l’esperto, crescono nell’erronea convinzione di avere un problema non risolvibile, perché “non sempre le loro famiglie hanno le informazioni necessarie per poterli aiutare”. Alla patologia spesso si accompagna un problema di carattere sociale, perché i ragazzi, spinti dal bisogno di affermare la propria identità maschile, ricercano soluzioni “in posti sbagliati oppure spesso sono rinunciatari, ma altre volte ancora sono aggressivi oppure utilizzano sostanze stupefacenti”. I ragazzi così giovani non sanno poi dove andare a farsi curare se non sono sostenuti dalle famiglie.

Prosegue l’uro-andrologo: “Abbiamo fatto uno studio su mille ragazzi (500 ragazzi e 500 ragazze) nelle scuole del Lazio, ponendo un quesito: ‘Se tu avessi un problema all’apparato genitale, da chi andresti a farti curare? Ebbene, mentre le ragazze nel 95% dei casi hanno dato una risposta corretta, cioè dal ginecologo, i ragazzi solo nel 20% hanno risposto dall’andrologo. Questa situazione ingenera problematiche psicologiche, perché i ragazzi si chiudono in se stessi oppure si rifugiano nella droga per un meccanismo di fuga, nell’erronea convinzione che questo li possa aiutare”. Un altro elemento che aggrava ulteriormente la loro situazione, è che tra i ragazzi non c’è un meccanismo di solidarietà come invece accade tra le ragazze. “Addirittura si scatenano atti di bullismo- conclude La Pera- con ragazzi derisi ed emarginati, che portano una ferita nell’autostima e nella propria dignità”.

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