domenica 13 Settembre 2026

Chirurgo, bronzo olimpico, ora primo astronauta disabile della storia: la para-bola di McFall

"Non sono un para-chirurgo, sono un chirurgo. Non sono un para-papà, sono un papà. Non chiamatemi para-astronauta"

ROMA – “Sarebbe fantastico andare nello spazio”, pensò John McFall quando un amico gli sottopose un annuncio di lavoro per aspiranti astronauti. Fantastico. Perché McFall sarebbe il primo astronauta disabile della storia dell’esplorazione spaziale. Tre anni dopo c‘è quasi: quella possibilità offerta dall’Agenzia Spaziale Europea sta per diventare una concreta realtà.

McFall non è uno qualunque: dopo aver perso la gamba destra a 19 anni dopo un incidente in moto, il britannico è diventato uno sprinter paralimpico, vincendo un bronzo a Pechino. Non bastasse, dopo è diventato un chirurgo ortopedico e traumatologo.

McFall si è dunque buttato a capofitto nella nuova avventura, che prevede un massacrante processo di selezione in sei fasi: dai test psicomotori ai colloqui di gruppo. Nel 2022 l’agenzia ha annunciato il suo ingaggio “sperimentale”, con l’obiettivo di scoprire se una persona con disabilità fisica può vivere e lavorare nello spazio.

Non c’è alcuna garanzia che McFall possa andare nello spazio. Ma l’agenzia lo ha metodicamente sottoposto a tutti i test per garantire che abbia i requisiti per partecipare ad una missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale . “Dobbiamo fornire dati per dimostrare che è possibile”.

Le operazioni spaziali sono state progettate per persone fisicamente “abili”, per cui i devono verificare ad esempio come McFall si muoverebbe e si stabilizzerebbe in microgravità o come le condizioni nello spazio influenzerebbero la sua protesi. Finora, tutti i segnali suggeriscono che il volo spaziale è fattibile per McFall. Il quale è anche orgogliosamente impegnato per abbattere tutta la semantica della diversità: “Stiamo sfidando la narrazione che circonda la disabilità fisica. E farlo crea discussione e abbatte lo stigma. Non sono un para-chirurgo, sono un chirurgo. Non sono un para-papà, sono un papà”. E insomma no: non si sente un “para-astronauta”.

La storia di John McFall è stata raccontata nel numero di febbraio 2023 di SuperAbile, il mensile dell’Inail dedicato ai temi della disabilità, in occasione della presentazione dei diciassette membri della nuova classe di astronauti entrati a fare parte dell’Agenzia Spaziale Europea. “Penso di poter dimostrare che la scienza e lo spazio sono accessibili a tutti”, diceva McFall in quell’occasione. Qui il link all’articolo.

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