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Da designer a consulente sanitaria per persone con demenza, la storia di Franca Forzati

"Non abbiate paura di sperimentare"
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ROMA –  “Ho lavorato per dodici anni come progettista e designer, un lavoro che amavo molto. Poi c’è stato un blocco”. Così Franca Forzati ha raccontato alla Dire la sua esperienza professionale e di vita, che l’ha portata dal mondo delle piccole e medie imprese a quello dell’assistenza sanitaria a persone affette da demenza. Un cambiamento inaspettato, “epocale per la mia vita, avvenuto a 44 anni quando mi sentivo arrivata ed era difficile reinserirsi nel mondo del lavoro perché l’interesse era per persone con meno esperienza e pretese economiche“.

Franca si è quindi cimentata in vari lavori, dai negozi di commercio equo e solidale a quelli di artigianato, prima di incontrare la rete di Womanboss Academy, con cui, anche grazie all’aiuto della coach Alessia D’Epiro, ha iniziato “un percorso di rifondazione della mia personalità, che aveva tante potenzialità, e di riscoperta dei miei valori e di cosa mi entusiasmava”. Lì l’intuizione “che nel mondo degli anziani e dei fragili mi sentivo a mio agio”. Franca Forzati aveva già qualche esperienza nel campo, ma ha comunque approfondito la sua formazione fino a diventare una consulente per le demenze e ad aprire una sua attività in merito, ‘SOS Demenze’, con cui, anche attraverso corsi e webinar, aiuta chi è affetto da queste patologie, “ma anche i suoi familiari, perché- ha sottolineato- per le persone con decadimento neurologico è fondamentale l’atteggiamento delle persone e l’ambiente“.

Quello che è più importante nel suo lavoro “è il tentativo di rispondere all’unicità delle persone, perché siamo unici: lo siamo quando stiamo bene ma anche nella malattia”. D’altra parte, “anche come designer cercavo di rispondere a un’esigenza specifica di una persona: ho unito le mie due anime e anche adesso cerco di creare un ambiente umano e fisico che permetta alla persona di esprimersi, nel rispetto della sua vulnerabilità e dignità”.

Tutto questo anche con la consapevolezza che “quando siamo in difficoltà la società ci mette in un cantuccio, ma nell’isolamento la malattia ricade tutta sulla persona e sulla famiglia”. Per Franca Forzati il mondo percepisce le demenze come qualcosa di lontano, da rimuovere, nonostante le statistiche: “La speranza di vita è aumentata ma anche una serie di patologie, tra cui proprio le varie forme di demenza, per cui ancora non ci sono soluzioni farmacologiche”.

È quindi un problema di tutti e per questo come consulente si confronta anche con persone colpite da demenza in età giovane, verso i 60 anni: “Di solito quando si parla di demenze si pensa ai nonni, ma alcuni vengono colpiti quando hanno ancora tanti progetti e voglia di esprimersi. A livello emotivo diventa tutto più amplificato”, ha detto, sottolineando ancora una volta l’importanza della formazione, per mantenere l’empatia ma anche il distacco necessario per poter aiutare la persona affetta da demenza e la sua famiglia.

Costretta bruscamente a cambiare vita, Franca Forzati ha quindi iniziato un nuovo percorso professionale riscoprendo parti di sé e invita le altre donne in difficoltà a fare altrettanto: “Non abbiate paura di prendere una strada, perché ci si può sempre ripensare. E non è una perdita di tempo, è sperimentazione. In questo momento difficile il mio consiglio- ha concluso- è guardarsi dentro”. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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