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Il pediatra: “Nel 2022 speriamo di vaccinare i bimbi tra 6 mesi e 5 anni”

vaccino
Alberto Villani, past president della Società italiana di pediatria, spiega: "È giusto immunizzare anche i più piccoli. Perché devono rischiare di finire in rianimazione?"
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ROMA – “La vaccinazione anti Covid-19 attualmente è praticata ai ragazzi dai 12 anni compiuti, entro la fine dell’anno probabilmente il vaccino sarà disponibile per la fascia 5-12 anni, e speriamo che nel 2022 si possano vaccinare anche i bimbi tra i 6 mesi e i 5 anni. È bene che anche i bambini vengano immunizzati, innanzitutto per proteggere loro stessi. Non possiamo continuare a scherzare col Covid. Quello dei bambini alla vaccinazione è un diritto“. Lo afferma con forza e senza mezzi termini Alberto Villani, past president della Società italiana di pediatria (Sip), nell’ambito del suo intervento al XXVII congresso nazionale della Società italiana di neonatologia (Sin) in corso a Roma.


Perché un bambino deve rischiare di finire in rianimazione? E qual è la soglia critica di morti perché si inizi a pensare che la vaccinazione debba essere fatta anche a loro? – domanda enfaticamente il pediatra – ora che tutte le altre fasce della popolazione sono state vaccinate restano solo i bambini ed è giusto che siano immunizzati“, ribadisce. Villani ricorda che la pandemia da Sars-CoV-2 in Italia, per quanto riguarda l’età evolutiva, ha causato più di 30 decessi e oltre 1.000 ricoveri in terapia intensiva. “Sono cifre piccole se confrontate con quelle degli adulti, ma oggi abbiamo un numero che non bisogna trascurare: l’Rt 7 (indice di contagio, ndr), ossia bisogna considerare che adesso c’è la variante Delta che ha la caratteristica di essere molto diffusiva con una capacità di infettare che si pone solo dopo morbillo e varicella”.

Villani sottolinea come fortunatamente il Covid colpisce i bambini “con una gravità che è meno significativa di quella dell’adulto ma che senz’altro c’è. Dunque – ribadisce il past president Sip – il vaccino è un diritto dei bambini che non sono cittadini di serie B“. Nel suo lungo intervento il pediatra traccia un excursus della pandemia, dai primi giorni ad oggi, ricordando come l’Italia abbia fatto “un lavoro straordinario” che ha visto pediatri e neonatologi protagonisti. “Spesso guardiamo all’America o ad altri Paesi e ci dimentichiamo delle cose fatte qui da noi: siamo stati i primi al mondo, per esempio, a dire che la MIS-C e la malattia di Kawasaki erano due cose diverse, abbiamo elaborato tra i primi al mondo delle linee di comportamento, quindi abbiamo dimostrato di avere capacità sistematica di essere un riferimento per gli altri”, sottolinea con orgoglio il pediatra.

La pandemia “ha evidenziato nel nostro Paese molte cricità, tutte note da tempo – evidenzia Villani – Il Servizio sanitario nazionale ha risposto al meglio delle attuali possibilità. La Pediatria e la Neonatologia italiane si sono confermate un’eccellenza, prevalentemente grazie all’abnegazione e alla professionalità di pediatri e neonatologi e di tutti coloro che si prendono cura dell’età evolutiva ma ha reso evidente l’improrogabile necessità di una radicale riforma dell’assistenza pediatrica”, conclude Villani, annunciando poi che dal 18 al 21 maggio 2022 è in programma a Sorrento il 77esimo Congresso italiano di Pediatria.

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