Etiopia, parlamento vota per interrompere i rapporti con il governo del Tigray

Il provvedimento è da intendersi come una reazione alle elezioni regionali dello scorso settembre che il governo ha bollato come "illegali"
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di Brando Ricci

ROMA – Il parlamento etiope ha approvato una risoluzione che propone l’interruzione dei rapporti istituzionali con il governo della regione settentrionale del Tigray. Il provvedimento, si legge sulla stampa locale, è da intendersi come una reazione alle elezioni regionali che le autorità locali hanno tenuto a settembre, andando contro il parere del governo che le ha bollate come “illegali”. Il problema, secondo Addis Abeba, è che il voto non è stato convocato dalla Commissione elettorale.
In un comunicato diffuso ieri notte dall’emittente televisiva statale Ethiopian Broadcasting Corporation, si afferma che la camera alta del parlamento ha deciso “che il governo federale dovrebbe interrompere ogni relazione con l’assemblea regionale dello Stato del Tigray e il suo massimo organo esecutivo”. La misura non tocca l’erogazione dei “servizi di base” alla popolazione dell’area, che proseguirà regolarmente. Il governo della regione, situata al confine con l’Eritrea e abitata da oltre quattro milioni di persone, per lo più appartenenti alla comunità tigrina, è guidato dal Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf).
Il movimento, tradizionalmente il più forte dell’area, si è aggiudicato il voto del mese scorso con oltre il 98 per cento delle preferenze.
Il partito aveva quindi affermato di non riconoscere più il governo federale del primo ministro Abiy Ahmed Ali. Il Tplf ha abbondato l’anno scorso la coalizione di governo, il Fronte Democratico Rivoluzionario d’Etiopia, dopo che il premier le aveva modificato il nome, dando vita al nuovo Prosperity party (il ‘Partito della prosperità).

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7 Ottobre 2020
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