Daolio e Bertoli, il destino comune di due grandi voci

Il fondatore de 'I Nomadi' e il cantastorie sono morti entrambi il 7 ottobre, a dieci anni di distanza
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ROMA – Il destino comune di due grandi voci della musica italiana. Che sono legati, loro malgrado, dal giorno in cui ci hanno lasciati, seppure a 10 anni di distanza l’uno dall’altro. È il 7 ottobre del 1992, quando un cancro ai polmoni si porta via Augusto Daolio, voce e simbolo dei Nomadi. Nato a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, il 18 febbraio del 1947, è stato il cofondatore del gruppo musicale Nomadi insieme a Beppe Carletti. Nel 1972 pubblicano la canzone simbolo della band, ‘Io Vagabondo’. Pierangelo Bertoli, invece, arrivava dalla provincia di Modena, precisamente da Sassuolo, dove era nato il 5 novembre del 1942. Lui è venuto a mancare 10 anni dopo Daolio, il 7 ottobre del 2002. Sofferente di tumore ai polmoni, è considerato un ‘cantastorie’ della musica italiana. Spaziava dal rock alla musica popolare e i suoi testi avevano riferimenti sociali e politici (ha avuto una breve esperienza in Rifondazione Comunista). Colpito dalla poliomielite durante l’infanzia, si batté in favore dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Nel 1979 pubblica ‘A muso duro’, forse il suo album più famoso, con il singolo omonimo che racconta il rapporto di Bertoli con i produttori discografici e la sua determinazione a scrivere canzoni secondo il proprio stile.
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7 Ottobre 2020
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