Coronavirus, Solinas firma l’ordinanza: test d’ingresso per chi arriva in Sardegna

"Impennata di casi, servono misure urgenti". Confermato l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto
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CAGLIARI – Ancora test di ingresso per chi vorrà entrare in Sardegna. Non cambia la linea del presidente della Regione, Christian Solinas, che ieri sera ha firmato una nuova ordinanza per il contrasto della diffusione epidemiologica nell’isola, che proroga dall’8 al 23 ottobre quella emanata l’11 settembre scorso e in scadenza oggi. Il documento era stato impugnato dal governo proprio nei passaggi relativi ai test obbligatori per i passeggeri in entrata in Sardegna. La palla era poi passata al Tar regionale che aveva deciso di sospendere l’efficacia delle parti oggetto del ricorso da Roma per violazione dell’articolo 16 della Costituzione sulla libera circolazione delle persone. Nell’ordinanza, dove è confermato anche l’obbligo dell’uso delle mascherine nei luoghi in cui possano formarsi assembramenti, anche all’aperto, Solinas giustifica così il nuovo provvedimento: “La curva di contagio si è alzata in coincidenza col flusso turistico di massa, avendo la Regione Sardegna contenuto la diffusione del virus con un numero di contagi accertati prossimo allo zero fino a tutto il mese di luglio 2020. Nelle ultime due settimane il numero dei soggetti in isolamento domiciliare è cresciuto di circa 650 unità, con ciò triplicando il dato percentuale relativo al picco del periodo del lockdown e attestandosi in oltre 2.190 casi”.

Sempre nelle ultime due settimane, spiega, “il numero dei soggetti ricoverati in ospedale in reparti non intensivi ha avuto un incremento di circa 14 unità, con ciò raggiungendo in buona sostanza il dato percentuale del periodo del lockdown e attestandosi in circa 116 casi”.

Il numero dei soggetti attualmente ricoverati in terapia intensiva “è pari a 19 unità- prosegue il governatore- con un incremento notevole, nel corso delle ultime due settimane, strettamente connesso e proporzionale all’aumento esponenziale dei decessi passati da 140 a 156 in ragione di ben 16 morti”.

L’incremento esponenziale dei soggetti risultati positivi “deve essere posto in relazione per un verso al numero effettivo di posti letto liberi- pari a sole 14 unità in terapia intensiva e a 28 unità in terapia semintensiva- e per altro verso con i dati sulle proiezioni degli arrivi dai traghetti e dagli aerei secondo i quali sono attesi più di 100.000 sbarchi e circa 300.000 arrivi in aereo nel trimestre ottobre-novembre-dicembre”. Uno degli ultimi bollettini diffusi dall’unità di crisi regionale, ribadisce Solinas, “registra ben 111 casi, ossia un dato percentuale mai registrato neppure nel periodo del lockdown, così da evidenziare il rischio di una vera e propria emergenza che impone la necessità e l’urgenza di intervenire a tutela del diritto alla salute delle persone”.

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7 Ottobre 2020
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