Transatlantic Forum on Russia, idee per un nuovo ordine aspettando la sfida Usa-Cina

“Il vero confronto del futuro sara’ tra Stati Uniti e Cina; oggi e’ nell’interesse dell’Ue e dei suoi alleati atlantici costruire un rapporto piu’ solido con la Russia”: cosi’ all’agenzia Dire Marta Dassu’, direttore per gli affari europei per l’Aspen Institute e vice-presidente del Centro studi americani.
Secondo Dassu’, nei rapporti con Mosca c’e’ una situazione di stallo. “Noi occidentali abbiamo commesso errori nel post-1989 e la Russia ne ha commessi molti di piu’ con il suo revanscismo nell’Estero vicino” sottolinea l’esperta. “Adesso pero’ e’ il momento di cercare di capire se sia possibile costruire un nuovo ordine di sicurezza europeo nel quale abbia un ruolo anche la Russia”.
Secondo Dassu’, intervenuta al Transatlantic Forum on Russia in corso al Centro studi americani, “nessuno si sogna di dire che le sanzioni nei confronti di Mosca sono superate ma tutti si interrogano sulla possibilita’ di progressi parziali e concreti per costruire un nuovo clima”.
L’assunto e’ che il “vero confronto del futuro” sia tra gli Stati Uniti e la Cina. “Un rapporto piu’ solido con la Russia e’ nei nostri interessi” ripete Dassu’. Convinta che segnali positivi ci siano stati, anche in Ucraina, con lo scambio di prigionieri del 7 settembre. “Bisognera’ vedere come andra’ la prossima riunione del Formato Normandia e se con la nuova leadership di Kiev questi segnali positivi si concretizzeranno” sottolinea l’esperta. Un riferimento, il suo, da un lato allo schema negoziale a quattro, con Germania, Francia, Russia e Ucraina, e da un altro alla presidenza di Volodymyr Zelenskiy, in carica da maggio.

KORTUNOV (ESPERTO): GOVERNI CAMBIANO MA ITALIA CI CAPISCE

Destra o sinistra non conta, i governi italiani vogliono comunque buone relazioni con Mosca: parola di Andrej Kortunov, direttore generale del Consiglio russo per gli affari internazionali, intervistato dall’agenzia Dire a margine di un convegno al Centro studi americani. Secondo l’esperto, “l’Italia e’ un partner della Russia e la Russia ha grandi speranze nell’Italia anche come lobbista nell’Ue e nella Nato”. Kortunov sottolinea che il nostro Paese e’ membro di entrambe le organizzazioni e che questo “pone limiti alla sua politica”. Secondo il direttore, pero’, “nonostante cio’ gli italiani capiscono la Russia meglio degli altri Paesi occidentali”. Kortunov evidenzia di non temere ripercussioni dal cambiamento di esecutivo in Italia, con la nuova maggioranza formata da Partito democratico e Movimento Cinque Stelle. “Uno dei vantaggi del rapporto tra Italia e Russia e’ che con qualunque governo al potere a Roma, sia di destra o di sinistra, populista o sovranista, praticamente tutti i leader politici vogliono buone relazioni con Mosca” dice il direttore. “Noi lo apprezziamo molto e siamo felici di poter contare su questa capacita’ di comprensione reciproca”. Sessantadue anni, diplomatico con ruoli direttivi presso l’Istituto di studi statunitensi e canadesi dell’Accademia delle scienze dell’Unione Sovietica, Kortunov ha insegnato in molte universita’ all’estero. Tra queste la Berkeley, in California.

EISENBERG (USA): ITALIA RIDUCA SUA DIPENDENZA ENERGETICA 

L’Italia dovrebbe diversificare le sue fonti di approvvigionamento energetico per garantire la propria sicurezza e ridurre la dipendenza dalla Russia: lo ha detto oggi Lewis Eisenberg, ambasciatore degli Stati Uniti a Roma. Secondo il diplomatico, intervenuto al convegno Transatlantic Forum on Russia in corso presso il Centro studi americani, “l’Italia fa bene a cercare di ampliare le proprie fonti di gas, anche nel Mediterraneo orientale”. Einseberg ha fatto riferimento al Trans Adriatic Pipeline, un progetto infrastrutturale definito “di importanza strategica” e da “completare secondo i piani entro il 2020”. Secondo l’ambasciatore, “gli Stati Uniti ritengono che la sicurezza energetica e’ decisiva per la sicurezza economica e politica dei loro alleati”. 

AMATO: BASTA DIRE CHE ANNESSIONE CRIMEA È INACCETTABILE

Tornare a “una neutralita’” della Crimea e’ impossibile; l’Europa dovrebbe smettere di definire inaccettabile l’annessione della penisola e affrontare invece le conseguenze di quanto accaduto: cosi’ oggi Giuliano Amato, ex primo ministro oggi giudice della Corte costituzionale.
L’occasione delle dichiarazioni e’ stato il convegno Transatlantic Forum on Russia in corso al Centro studi americani.
“Sulla Crimea non posso condividere la presa di posizione del Consiglio della Nato che condanna l’annessione come inaccettabile” ha detto Amato. “Ma come puoi dire ‘inaccettabile’ se non hai i mezzi per eliminare cio’ che e’ accaduto?” L’ex primo ministro ha continuato: “Prenditi invece cura delle conseguenze, ad esempio della minoranza dei tatari”. Secondo Amato, dei problemi legati alla tutela di questo gruppo l’Ue potrebbe occuparsi anche attraverso la Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo.
Rispetto ai rapporti con la Russia, al Centro studi americani in primo piano anche le proposte di allargamento verso est dell’Alleanza atlantica. “Non possiamo tornare a uno stato neutrale della Crimea” ha sottolineato Amato. “E le idee di Ucraina e Georgia Paesi membri della Nato deve essere messa tra parentesi e poi da parte”.
In evidenza poi il nodo delle misure restrittive nei confronti di Mosca adottate da Stati Uniti e Ue in risposta all’annessione della Crimea. “Le sanzioni contro la Russia sono come quelle contro la nostra mozzarella e le nostre arance” ha detto Amato in riferimento ai dazi annunciati dall’amministrazione di Donald Trump su prodotti italiani. Infine, un invito a un approccio e ad analisi di largo respiro. “Il nostro problema e’ il parmigiano, se il parmigiano e’ salvo anche il mondo e’ salvo” ha detto Amato: “Dobbiamo pero’ ampliare lo sguardo, andare oltre”.

L’AMBASCIATORE TERRACCIANO: COGLIERE I SEGNALI POSITIVI 

Mosca vuole un ordine “multivettoriale” e in questo si trova naturalmente d’accordo con India e Cina: lo ha detto oggi Pasquale Terracciano, ambasciatore d’Italia presso la Federazione Russa.
Secondo il diplomatico, intervenuto al Transatlantic Forum on Russia in corso al Centro studi americani, “in Medio Oriente e in particolare in Siria Mosca e’ riuscita a riottenere un ruolo grazie alla sua realpolitik”.
Terracciano ha evidenziato le difficolta’ del dialogo tra l’Ue e la Russia alla luce di “politiche inaccettabili per l’Occidente”, ricordando l’annessione della Crimea del 2014, ma invitato allo stesso tempo a cogliere i segnali positivi arrivati da Mosca.
Secondo l’ambasciatore, “sulla Siria il G7 sbaglio’ a ripetere come un disco rotto che Assad se ne doveva andare perche’ non aveva poi i mezzi per ottenere quel risultato”. L’idea e’ che sarebbe stato invece possibile avviare un negoziato senza precondizioni, potenzialmente in grado di garantire progressi.
Terracciano ha poi menzionato la crisi in Ucraina, rispetto alla quale pure ci sarebbero stati segnali positivi da parte di Mosca. “Penso anzitutto allo scambio di prigionieri” ha detto l’ambasciatore. Un riferimento, il suo, alla consegna il 7 settembre a Kiev di 24 esponenti della Marina militare ucraina e di una persona che sarebbe stata coinvolta nell’abbattimento nel 2014 dell’aereo di linea MH17.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Guarda anche:

7 Ottobre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»