“No allo sciacallaggio”. E il sindaco di Trieste rimuove lo striscione per Regeni VIDEO

Il sindaco e l'assessore Rossi avvistati mentre rimuovono lo striscione
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TRIESTE – Si è ormai trasformata in un caso nazionale la rimozione dello striscione “Verità per Giulio Regeni” dalla facciata del municipio di Trieste.

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha comunicato questa mattina che lo striscione verrà ammainato “a seguito dello sciacallaggio politico su questa vicenda” ed infatti proprio il primo cittadino e l’assessore a Cultura, Sport, Giovani e Servizi finanziari, Giorgio Rossi, sono stati avvistati (e ripresi in un video) sulla balconata del palazzo municipale mentre compivano quelle che sono parse le prime operazioni di rimozione dello striscione.


“Preso atto che l’unica capacità del Pd è quella di fare solo sciacallaggio politico su vicende che meritano tutta la nostra attenzione, ma soprattutto quella del Governo al fine di arrivare alla verità, in termini concreti e non attraverso striscioni che dopo aver lanciato un giusto messaggio, rischiano di diventare solo un simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso, ritengo opportuno non alimentare queste bassezze politiche attraverso l’esposizione di uno striscione che, purtroppo, grazie alle strumentalizzazioni del Pd, rischia solo di essere politicizzato – ha chiarito Dipiazza con una nota -. Il Pd, invece di voler affrontare la questione nell’appropriata sede del Consiglio comunale come sarebbe opportuno, preferisce speculare sulla vicenda. Tale atteggiamento strumentale del Pd lo abbiamo già visto in occasione della decisione da noi presa sulla difesa della famiglia, in considerazione della vicenda tecnica risolta immediatamente sul 18 settembre, ed in questo caso. In considerazione di un tanto ho dato disposizione agli uffici di rimuovere lo striscione sulla facciata del Comune. Se il Pd, come tutti noi, vuole veramente arrivare alla verità – ha concluso Dipiazza – non faccia sciacallaggio su una vicenda ed una intera famiglia, e se vuole scendere in piazza vada sotto al palazzo del Governo e chieda verità”.

di Mattia Assandri, giornalista

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