Bologna, al corteo del Cas volano i ‘vaffa’ per Renzi/ FT e VD

BOLOGNA – Al grido di “Vaffa Renzi” un centinaio di studenti, guidati dal collettivo Cas, hanno iniziato intorno alle 9 la loro manifestazione contro il Governo a Bologna. Partiti da piazza XX Settembre, gli studenti stanno ora percorrendo via Indipendenza e poi via Irnerio urlando insulti al premier. Il corteo è aperto da uno striscione che recita: “La generazione ingovernabile torna nelle strade. Cacciamo il Governo Renzi”.

VERNICE CONTRO LE BANCHE

Mentre il corteo guidato dal collettivo Cas percorre via Irnerio, dal gruppo di studenti partono palle di vernice all’indirizzo di due banche, filiali di Unicredit e Bper. Intanto, continuano gli insulti all’indirizzo del premier Matteo Renzi e spunta anche un grande “NO” rosso in testa al serpentone, che sta bloccando il traffico in via Irnerio.


VERNICE ANCHE A PROVVEDITORATO

Dal corteo Cas volano palle di vernice anche contro l’Ufficio scolastico di Bologna, in via de’ Castagnoli. Dopo aver percorso via Irnerio, buttando giù alcune barriere del cantiere in corso, gli studenti hanno poi bloccato il traffico sui viali fino a porta San Vitale. Da lì il corteo è tornato verso il centro, svoltando poi in via Benedetto XIV e via Zamboni. Quindi, tappa alla sede dell’Usr, il cui ingresso era protetto da un cordone di Polizia e Carabinieri in assetto antisommossa. Mentre passavano, gli studenti hanno lanciato palle di vernice rossa contro il Provveditorato e le forze dell’ordine.

 CORTEO STUDENTI TERMINA IN PIAZZA MAGGIORE

Dopo aver “sanzionato” con la vernice rossa due banche e la sede dell’Ufficio scolastico di Bologna, il corteo di studenti guidato dal collettivo Cas (oltre un centinaio i manifestanti) ha terminato il suo percorso in piazza Maggiore dove, sul Crescentone, ha dato il via a un’assemblea pubblica insieme agli studenti scesi in piazza con il secondo corteo della giornata, organizzato dall’associazione studentesca Link. Obiettivo principale della contestazione il premier Matteo Renzi e il suo Governo, presi di mira sia per il referendum costituzionale (“C’è chi dice no”, recita uno striscione) sia soprattutto per la riforma cosiddetta della “Buona Scuola”.

Gli studenti lamentano il “caos” negli istituti, dovuto alla “mancanza” e al trasferimento di molti docenti “in altre parti d’Italia”, l’eccesso di poteri dato ai “presidi-manager” e all’ingresso dei privati che “condizionano la didattica”. E ancora, gli studenti contestano pure i progetti di alternanza scuola-lavoro, vissuti come uno “sfruttamento da parte delle aziende”. Ma non solo. Il collettivo Cas in particolare prende di mira anche il Comune, il sindaco Virginio Merola e il Pd, che “odiano i giovani di questa città”. Il riferimento è alla dura presa di posizione di Palazzo D’Accursio contro la festa fino a tarda notte in piazza Aldrovandi, organizzata dallo stesso Cas nelle settimane scorse. In chiusura, il collettivo dà appuntamento al prossimo 21 ottobre, per una nuova manifestazione di protesta insieme ai lavoratori della logistica.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

7 Ottobre 2016
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