‘One night in Miami’ di Regina King candidato a tre Golden Globes

OneNight
Il film è stato presentato alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia
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VENEZIA – Il film di Regina KingOne night in Miami‘ è stato candidato ai Golden Globes 2021 nelle categorie miglior regia, miglior attore non protagonista (Leslie Odom Jr) e miglior canzone originale. Un esordio alla regia in grande stile e nel segno del black power per l’attrice premio Oscar nel 2019 con ‘Se la strada potesse parlare, che poggia su una sceneggiatura, tratta da una storia vera, adattamento di una piece teatrale di successo. La pellicola racconta il momento in cui Cassius Clay (Eli Goree) a soli 22 anni diventa campione mondiale dei pesi massimi e di come quella che doveva essere una notte di festeggiamenti insieme a tre amici – l’attivista Malcolm X (Kingsley Ben-Adir), il cantante Sam Cooke (Leslie Odom Jr) e la star del football americano Jim Brown (Aldis Hodge)- sia diventata un’occasione di confronto sui diritti civili e il momento per Clay di decidere sul suo futuro.

“A novembre dello scorso anno non sapevamo cosa sarebbe accaduto negli Stati Uniti e a causa della pandemia avevamo pensato di ritardare l’uscita del film, ma poi ci sono state le uccisioni di George Floyd, Breonna Taylor e i produttori, tutti noi coinvolti nel film, abbiamo capito che il momento era ora. Forse siamo fortunati e abbiamo l’opportunità di essere un pezzo d’arte che può’fare la differenza verso un cambiamento”, ha dichiarato Regina King, in collegamento zoom con la Mostra del Cinema di Venezia, dove il film è stato presentato lo scorso settembre fuori concorso.

“Cassius Clay e Malcom X sono uomini prima che icone e questo volevo raccontare, la loro vulnerabilita’ in quanto uomini, hanno in comune che sono neri, indipendentemente dai soldi, da dove vengono, etc. Dovunque andranno verranno sempre giudicati dal colore della pelle e come vivono questa condizione. Il film è un’esplorazione e insieme a una celebrazione dell’uomo”, ha aggiunto la regista.

In ‘One night in Miami’ i quattro amici si interrogano sulle loro scelte personali e su quanto queste influiscano sulla società in quanto personaggi pubblici, spesso entrando in contrasto, nonostante mirino tutti allo stesso obiettivo. Bisogna attaccare il sistema e distruggerlo o entrarvi per ricavare profitto e dimostrare così, che si può diventare economicamente qualcuno nonostante il colore della pelle? Per Kemp Powers, autore della sceneggiatura, anche lui collegato via zoom con la Mostra del Cinema di Venezia, non esiste una risposta giusta a questa domanda: “Ci sono momenti in cui bisogna starci fuori e a volte dentro. Siamo sempre giudicati quando ci attiviamo. E’ un conflitto che io vivo ogni giorno, lo abbiamo tutti noi artisti neri. E’ un cliché. Se guardate le interviste dei neri, dicono che vogliono essere visti come artisti, non come artisti neri, ma alla fine io sono uno scrittore nero, non riusciamo mai ad allontanarci da questo. I quattro avevano questo fardello e lo hanno accettato. Sapevano che ogni cosa che facevano avrebbe rappresentato la loro gente”.

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Presenti via zoom anche i protagonisti della pellicola Kingsley Ben-Adir, Aldis Hodge, Leslie Odom Jr., Eli Goree. Quest’ultimo ha raccontato di come sua madre vedendo il film abbia pianto perché si è ricordata di quando Clay disse di essere bello e del fatto che quella fosse la prima volta che sentiva un nero dire una cosa del genere. “Fu un cambio di paradigma. Da quel momento anche le persone di colore hanno iniziato a pensare: ‘se lui è bello lo sono anche io”, ha aggiunto Eli Goree.

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