Migranti, Sami (Unhcr): “Accedere subito ai centri in Libia”/VIDEO

L'Unhcr sta lavorando affinchè nei centri di detenzione in Libia le condizioni migliorino
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ROMA – “Al momento non ci sono centri di accoglienza in Libia, non ci sono campi di accoglienza in Libia. Ci sono solo centri di detenzione, ufficiali e non ufficiali”. Così Carlotta Sami, portavoce dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, intervistata dall’agenzia ‘Dire’ sui nodi dei flussi migratori. L’occasione è la presentazione, a Palazzo Giustiniani, al Senato, dell’ultimo lavoro del regista veneto Andrea Segre, ‘L’ordine delle cose‘, fuori concorso alla 74esima edizione del Festival del Cinema di Venezia e nelle sale da oggi.

Al centro del film, “l’evento storico del secolo”, secondo il regista: i flussi migratori. Segre porta sulla pellicola anche le ultime decisioni del ministro dell’Interno italiano Marco Minniti e la realtà dei respingimenti e della reclusione dei migranti nei centri di detenzione libici. Come Unhcr, ha detti Sami, “stiamo lavorando affinchè nei centri di detenzione in Libia le condizioni migliorino e affinchè, sul medio e lungo periodo, questi centri siano centri aperti, perchè abbiamo bisogno di accedere ai centri”.

“In Libia la situazione è  estremamente complicata – ha aggiunto la portavoce Onu per i rifugiati – e come succede in molte situazioni difficili dal punto di vista umanitario, la situazione è molto ambigua, non ci sono dubbi su questo”. La preoccupazione maggiore è data dall’impossibilità di accedere ai centri in cui i migranti vengono detenuti nel Paese nordafricano: “Come Unhcr abbiamo liberato circa mille migranti”, ma l’obiettivo ora è quello di fare in modo che gli attuali centri di detenzione diventino centri di accoglienza.


di Cristiana Mastronicola, giornalista

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