Riforma concessioni spiagge sul tavolo del governo, delegazione Cna da Lotti /VIDEO

Incontro a Palazzo Chigi, parla il coordinatore nazionale Cristiano Tomei
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ROMA – La riforma delle concessioni demaniali – 30mila le imprese interessate- e’ questione di governo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, ha ricevuto a Palazzo Chigi una delegazione di Cna Balneatori guidata dal coordinatore nazionale Cristiano Tomei, che al termine ha rilasciato una videointervista all’agenzia Dire (anche su www.dire.it). Un incontro che segue di pochi giorni quello con il presidente Matteo Renzi, a Forte dei Marmi. Due appuntamenti ravvicinati che testimoniano la volonta’, e la disponibilita’, del Governo nei confronti di oltre 30mila imprese che danno lavoro, creano ricchezza, contribuiscono a tutelare le spiagge italiane, offrendo servizi di alta qualita’ e garantendo l’immagine del sistema Italia nel mondo.


Tomei, la questione ora e’ sul tavolo del Governo… “Si’ -risponde il coordinatore nazionale Cna balneatori- oggi possiamo dire che nell’agenda politica del governo la questione balneare italiana e’ punto di interesse che deve essere affrontato e risolto sia in Italia ma soprattutto in Europa. L’incontro di oggi con Lotti testimonia l’interessamento e la forte attenzione del governo su questa tematica che riguarda 30 mila imprese balneari italiane”. L’Europa spinge per cambiare… fate resistenza o anche voi volete cambiare? “Noi diciamo all’Europa che il cambiamento si puo’ fare con le attuali imprese, soprattutto con loro, che hanno investito e realizzato quello che ora si vede. Non devono essere per forza messe in liquidazione, con queste imprese si puo’ parlare perche’ vogliono fare ancora di piu’, anche per quanto riguarda l’integrazione sotto il profilo ambientale, per un turismo piu’ a portata d’uomo. Queste sono piccole e medie imprese che lavorano onestamente, e riteniamo che il Governo portera’ anche in Europa questo interessamento legittimo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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