Pirateria digitale, bloccati oltre 300 canali Telegram: perquisizioni in 4 regioni

Sono otto le persone indagate in Puglia, Campania, Marche e Lazio ritenute responsabili della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d'autore
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BARI – La guardia di finanza ha effettuato perquisizioni domiciliari in Puglia, Campania, Marche e Lazio nei confronti di otto persone indagate della procura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sulla pirateria digitale di beni tutelati del diritto d’autore.

L’indagine e’ stata avviata ad aprile dopo la denuncia di Fieg e Agcom. La diffusione illecita di giornali, riviste ed e-book attraverso canali e gruppi Telegram causerebbe un danno al settore editoriale per circa 670mila euro al giorno: pari a 250 milioni di euro all’anno. Finora sono stati progressivamente sequestrati e bloccati piu’ di 300 canali Telegram sui quali venivano illecitamente diffusi migliaia di pdf di giornali, romanzi e testi universitari.

“Sebbene Telegram tuteli l’anonimato dei propri utenti – spiega la Procura – gli investigatori sono stati comunque in grado di identificare allo stato otto soggetti, tutti di nazionalita’ italiana, che a vario titolo sono risultati coinvolti nella distribuzione illecita di copie digitali di quotidiani, riviste ed e-book”. L’esito degli accertamenti e’ stato possibile “sia a seguito della collaborazione di alcune testate giornalistiche – aggiungono gli inquirenti – sia sulla scorta degli specifici approfondimenti investigativi, vere e proprie indagini finanziarie elettroniche, incentrati sull’esame delle tracce telematiche lasciate dagli amministratori dei canali illeciti”.

L’inchiesta, ancora in corso, “e’ volta allo smantellamento di una delle principali modalita’ di distribuzione illecita dei contenuti sulle reti telematiche – prosegue la nota della procura – e, in particolare, sulla piattaforma di messaggistica istantanea Telegram, ultima frontiera della pirateria multimediale”.

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