VIDEO | A Trieste nidi aperti dal 7 settembre, ma mense in forse

Brandi: "Con un colpo di coda il ministero impone pasti monoporzione"
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TRIESTE – Ripartono il 7 settembre prossimo gli asili nido comunali e convenzionati di Trieste, una settimana più tardi inizieranno anche le scuole d’infanzia comunali. Per entrambi l’anno educativo si chiuderà il 30 giugno 2021. Lo fa sapere l’assessore all’Educazione del Comune di Trieste, Angela Brandi, aggiungendo come la ripartenza interessa anche i ricreatori comunali, però in due tempi: dal 9 all’11 settembre solo le mattine, mentre dal 14 settembre anche i pomeriggi.

Un anno educativo, spiega Brandi, che riparte con potenziamento del personale da parte del Comune di 35 insegnanti e 18 educatori a tempo determinato per le scuole dell’infanzia e i nidi, con un costo di quasi un milione di euro a carico del Comune, che secondo l’assessore dovrebbe invece essere sostenuto dai finanziamenti statali per le scuole paritarie. Le domande per l’accesso ai nidi, nonostante un calo delle nascite, osserva Brandi, è aumentato del 15% ovvero 151 domande in più rispetto al 2019. Domande che in tutto quest’anno sono 1.182, di cui 568 hanno trovato accoglimento negli asili comunali e convenzionati (195 posti). Proprio per quanto riguarda i posti negli asili convenzionati, il loro prezzo è aumentato del 5% per il Comune (tra 650 e 735 euro al mese per bambini), mentre il prezzo per le famiglie rimane invariato.

Le strutture private godono anche di una clausola di salvaguardia “Covid”, ovvero il Comune assicurerà il 50% dell’impegno finanziario se per una nuova emergenza sanitaria i servizi dovessero chiudere. Tuttavia è nuovamente polemica sulle regole da seguire. Le linee guida ministeriali sono arrivate il 3 agosto, con previsioni meno stringenti per i centri estivi, continua Brandi, la responsabilizzazione delle famiglie per “l’automonitoraggio” dei bambini, però ieri sono improvvisamente cambiate le regole per le mense scolastiche.

Con un colpo di coda ieri è stato sottoscritto un protocollo di sicurezza del ministero con i sindacati– spiega l’assessore- per cui viene prescritto l’utilizzo di pasti monoporzione che è assolutamente incompatibile con l’età dei bambini più piccoli, ma è anche controproducente per quanto riguarda un’alimentazione sana e variata”. Brandi si chiede com’è possibile che i sindacati abbiano firmato questo protocollo, che di fatto colpisce il personale delle mense, che ora rischia la disoccupazione. E prosegue: “In più noi abbiamo dei contratti già attivati tramite un appalto con delle ditte, che hanno detto che 10 mila pasti al giorno, contemporaneamente in monoporzione, non riescono ad assicurare. E noi comunque i contratti dobbiamo rispettarli. Quindi io chiedo- sottolinea-, e lo farò oggi pomeriggio con il sottosegretario Ascani, di eliminare questa prescrizione che riguarda i pasti monoporzione, a favore dei pasti multiporzione. Anche perché scientificamente ci sono dei pareri dell’Azienda sanitaria contrari su questo, cioè a favore del pranzo multiporzione”, conclude Brandi.

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7 Agosto 2020
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