Violenza sulle donne, Martina Pastorino: “700 km a piedi con la cagnolina Kiki, senza paura”

Partita il 7 luglio da Piacenza, Martina è arrivata il 25 dello stesso mese a Roma, con il progetto 'La forza è donna'
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Ho fatto questo viaggio per dimostrare che oggi una donna può viaggiare da sola senza aver paura di quello che può trovare in giro. È la metafora del viaggio che una donna vittima di violenza intraprende nel momento in cui decide di uscire da quello stato di cose. Un viaggio interiore, lungo, faticoso, ma importante per riprendere in mano la propria vita, un viaggio da affrontare principalmente sole ma con l’aiuto prezioso di centri e associazioni che ogni giorno si occupano di questo”. A raccontarlo all’agenzia Dire Martina Pastorino, la giovane 29enne di Ovada (Piemonte) che ha percorso 700 km a piedi lungo la via Francigena insieme alla sua cagnolina Kiki.

Partita il 7 luglio da Piacenza, Martina è arrivata il 25 dello stesso mese a Roma, con il progetto ‘La forza è donna’, sostenuto dal Centro antiviolenza me.dea di Alessandria.

“In questo viaggio- racconta ancora Martina- prezioso e indispensabile è stato innanzitutto l’appoggio delle ragazze dell’Aps me.dea, che da subito hanno creduto in questo progetto e mi hanno aiutata a recepire i fondi dagli sponsor. Importante è stato poi creare una rete di supporto con le associazioni impegnate nella lotta alla violenza sulle donne, organizzando i dettagli di un viaggio che è partito un po’ nell’ombra, ma che giorno dopo giorno ha preso sempre più forza”.

Per quanto riguarda i dettagli tecnici del viaggio, le tappe sono state organizzate “in maniera precisa- dice la 29enne di Ovada- soprattutto all’inizio, seguendo una media di 17-20 km al giorno, anche perché non sapevo come avrebbero reagito il mio corpo e la mia cagnolina Kiki. Poi però le abbiamo allungate e ci sono stati giorni in cui abbiamo percorso anche 40-50 km. Kiki stata straordinaria, tanto che siamo arrivate a Roma tre giorni prima del previsto, partendo ogni giorno intorno alle 3-4 di mattina per raggiungere prima di pranzo la tappa successiva”.

Martina tiene infine a sottolineare che in questi giorni di cammino ha dormito “in hotel, b&b, ostelli aperti anche ai cani, e in alcune tappe come Lucca, Siena e Viterbo sono stata ospitata dalla rete D.i.Re, che ringrazio per l’aiuto e per il grande lavoro che fa sulla violenza di genere”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

7 Agosto 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»