Roma, detenuti in strada per riparare buche e rifare strisce

Raggi-Bonafede presentano progetto: riabilitazione al servizio città
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Quindici detenuti, selezionati tra quelli a bassa pericolosità e pene ridotte, verranno formati in carcere e da Autostrade per l’Italia per due mesi e mezzo, al termine dei quali otterranno un attestato professionale e poi potranno mettersi al lavoro per la manutenzione delle strade della Capitale e dell’area metropolitana, dove svolgeranno interventi di pulizia delle caditoie, riparazione delle buche a caldo e ripasso delle strisce pedonali, in particolare nel Centro storico di Roma. È il contenuto del protocollo di intenti ‘Mi riscatto per Roma’ firmato da autostrade per l’Italia, il ministero della Giustizia, Roma Capitale e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per riqualificare le strade della Capitale attraverso il lavoro dei detenuti, presentato stamattina nel corso di una conferenza stampa in Campidoglio dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dall’amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, dal capo della Polizia penitenziaria, Francesco Basentini e dalla presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, Maria Antonia Vertaldi.

“Siamo qui per presentare e rinnovare un progetto che avevamo già iniziato in forma sperimentale e in cui abbiamo creduto tantissimo, ovvero la possibilità di poter dare ai detenuti una seconda chance reintroducendosi in società attraverso la ricucitura di quel patto che si è spezzato grazie ad attività in favore della collettività”, ha spiegato Raggi. “L’anno scorso la sperimentazione è avvenuta sul verde di Roma, che ha aree verdi per oltre 40 milioni di km quadrati, con lo sfalcio, il taglio dell’erba e il ripristino dei parchi con il duplice risultato di riqualificare queste persone, che hanno svolto un corso di formazione, e dare il via anche a una visione e un rapporto diverso con l’ambiente che li circondava, unito a un grandissimo apprezzamento da parte dei cittadini che ha contribuito a ricostituire un legame. È il segno che questo progetto è riuscito a creare un ponte che secondo la Costituzione è fondamentale per funzione rieducativa della pena”.

Il progetto, ha spiegato la sindaca, “ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso non solo di replicarlo ma di ampliarlo, e stavolta abbiamo deciso di concentrarci sulle strade, in particolare sulla segnaletica orizzontale e la pulizia delle caditoie e dei tombini, che a Roma sono circa 800mila. Riteniamo che questo porti benefici non solo alla città di Roma, ma anche ai romani e ai detenuti in primis, che possono ritornare nella loro città con un rapporto di rispetto. Ringrazio in particolare Autostrade per il supporto e per la formazione che darà a queste persone per prendersi cura delle nostre strade”.

I primi interventi interesseranno le strade adiacenti al penitenziario di Rebibbia che, una volta risanate, diverranno il laboratorio di formazione dei detenuti. Autostrade per l’Italia fornirà gratuitamente la formazione tramite capisquadra, dispositivi di protezione individuale, attrezzature e materiali, mentre i cantieri saranno responsabilità del Campidoglio. La collaborazione permetterà di testare delle nuove smart technology utilizzate da Autostrade per l’Italia in collaborazione con Google e Pirelli che con foto geolocalizzate delle buche e pneumatici intelligenti capaci di fornire informazioni sul manto stradale permetteranno di pianificare e gestire al meglio la manutenzione delle strade della Capitale. Con la firma di questo protocollo, ha dichiarato Castellucci, “Autostrade per l’Italia mette a disposizione di Roma capitale competenze, mezzi e materiali per riqualificare le strade del Centro storico, insegnando un mestiere ai detenuti e dando così loro una possibilità di reinserimento. Siamo molto felici di poter contribuire ad un progetto innovativo che affronta uno dei problemi della capitale, con un modello organizzativo socialmente utile”.

BONAFEDE: “LAVORO DETENUTI PRATICA VIRTUOSA, ESTENDERLA TUTTA ITALIA”

“Ci sono persone in carcere che soffrono perché scontando la loro pena vengono trattate oltre il concepibile rispetto del livello di dignità umana, persone che lo Stato ha dimenticato scaricandone la gestione sugli agenti della Polizia penitenziaria. In questi anni lo Stato se ne è ricordato solo quando arrivavano le sanzioni dall’Europa, ma mai per dire ‘Come facciamo a rendere dignitosa la vita dei detenuti?’. Il pensiero era solo come fare a liberare metri quadri nelle carceri per far sì che l’Europa non ci sanzionasse più”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in occasione della conferenza stampa in Campidoglio di un protocollo con Roma Capitale per la formazione e il lavoro dei detenuti sulla manutenzione stradale.

 Per Bonafede “l’unica carta concreta che può consentire loro di reintegrarsi nella società è quella del lavoro. Nel momento in cui si rende utili per la collettività si assapora il sapore dell’onestà”. Secondo il ministro “la certezza della pena è un principio non derogabile, poi se lo si merita lo Stato offre un’occasione di riabilitarsi”.

“Continueremo ad investire su questo tipo di progetti, è un punto di partenza prestigioso e chiederò agli altri sindaci d’Italia di portare avanti questo tipo di iniziative. Ho intenzione di mettere su una task force proprio per estendere queste pratiche virtuose”, ha concluso Bonafede.

Ti potrebbe interessare:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»