BOLOGNA – L’hanno definita la “comicità che non ti aspetti”. Ruota attorno alla storia di un grande cavallo di metallo, orgoglio della città palestinese di Jenin, rubato dall’esercito israeliano: una storia vera, considerata emblematica dell’occupazione della Cisgiordania, che diventa oggetto di un “irresistibile” spettacolo comico, ‘The horse of Jenin’, vincitore di diversi premi teatrali.
A portarlo in scena, in un travolgente one-man-show che spazia dalla stand-up-comedy alla commedia dell’arte, è l’attore palestinese Alaa Shehada, formato al leggendario Freedom Theatre del campo profughi di Jenin.
L’appuntamento è a Teatri di Vita di Bologna da martedì 14 a giovedì 16 luglio. Allo spettacolo, prodotto da Troupe Courage, seguirà nello spazio-piscina all’aperto la seconda tappa del concorso per stand-up comedian La Cicala d’Oro, giunta alla sua quinta edizione. Il cavallo sottratto dall’esercito israeliano è una enorme statua fatta con i detriti dell’occupazione militare e collocata nel centro di Jenin: un episodio visto e riletto come “uno sfregio ridicolo ed emblematico di cosa rappresenta il quotidiano annientamento del popolo palestinese”, spiegano da Teatri di Vita.
A raccontarlo, “in modo coinvolgente e amaramente divertente”, è Alaa Shehada, che in ‘The horse of Jenin’ -che ha vinto lo Scotsman Fringe First Award e l’Outwith Award per i talenti internazionali- combina narrazione, maschere e stand-up comedy. Lo spettacolo è costruito con frammenti dei ricordi personali dell’artista e “rappresenta un’ode al potere dell’immaginazione e alla resilienza che essa infonde”.
‘The horse of Jenin’ esplora la vita quotidiana di un bambino che cresce a Jenin, nella Palestina occupata, che, “come ogni bambino al mondo, desidera solo giocare e divertirsi”. Dopo l’invasione del 2002, un artista tedesco arriva a Jenin città per creare un’opera d’arte con i bambini del posto. Nasce così il cavallo, alto cinque metri, con metallo e detriti: il cavallo è un simbolo arabo di libertà, quindi gli abitanti di Jenin collocano questa statua nel centro della città, dove rimase fiera per 20 anni a rappresentare la loro speranza e resistenza. Nell’ottobre del 2023, un bulldozer dell’esercito israeliano è entrato nel campo e il cavallo è stato sradicato e portato via. Ora Alaa si chiede: che fine ha fatto il cavallo?
Alaa Shehada è un artista teatrale palestinese il cui lavoro fonde commedia fisica, stand-up comedy e performance con maschere. Diplomato alla Freedom Theatre nel campo profughi di Jenin, con il quale arrivò a Teatri di Vita già nel 2013 con lo spettacolo ‘Suicide note from Palestine’ nell’ambito del festival ‘Cuore di Palestina’, Shehada usa l’umorismo e la narrazione “per dare voce alle esperienze palestinesi sui palcoscenici di tutto il mondo”.
Nel 2025, ha condiviso il palco con il comico Bassem Youssef e ha tenuto un TEDx London talk insieme al comico Nish Kumar. Shehada è il co-fondatore del Palestine Comedy Club, una piattaforma per i comici palestinesi per condividere le loro storie e la loro cultura.




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