ROMA – “Che vi occupiate di informazione italiana nazionale, regionale o addirittura locale, una conoscenza di base dell’Unione europea, delle sue istituzioni e del modo di raccontarla, è comunque fondamentale”.
A sottolinearlo è Alessio Pisanò, giornalista che a Bruxelles ha fondato e dirige il service Eu Video News. La testata pubblica ogni giorno decine di notizie multimediali sui dossier allo studio delle istituzioni europee, intervistando spesso europarlamentari ed esponenti politici – come ministri, presidenti di regione o sindaci – tra Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.
Insieme all’agenzia di stampa Dire, Eu Video News co-organizza anche la prossima edizione del corso del ‘Programma di formazione del Parlamento europeo per giovani giornalisti’. La tre giorni si terrà da giovedì 29 a sabato 31 ottobre 2026 a Roma.
Il corso è rivolto a giovani cronisti, content creator e operatori dell’informazione. “Offre formazione sui meccanismi delle istituzioni europee”, sottolinea Pisanò. “Sembra banale, ma che si parli di economia, energia, immigrazione, guerre, difesa e di altro, l’Ue è protagonista, a Bruxelles ma anche nelle nostre città”.
Uno dei cuori pulsanti dell’architettura Ue è proprio il Parlamento europeo, “l’istituzione forse più democratica dell’Unione, perché composta dai rappresentanti politici eletti direttamente dal popolo europeo e anche italiano”. Sottolinea Pisanò: “Ecco perché è indispensabile conoscere questa e le altre istituzioni Ue, così come conoscere come funziona il rapporto col governo italiano e con i diversi attori sociali, economici e politici dei vari Paesi europei”.
L’impegno del corso, secondo il direttore di Eu Video News, è mettere a disposizione gli strumenti necessari per “unire i puntini, cioè essere in grado di spiegare quello che succede intorno a noi, anche a livello locale, dando a chi ci legge, ascolta o guarda il quadro generale di cosa accade”.
Il corso offre lezioni e laboratori animati da europarlamentari di diversi orientamenti politici, accademici ed esperti di comunicazione. L’obiettivo, sottolinea Pisanò rivolgendosi direttamente ai candidati partecipanti, “è orientarvi nel mondo informativo di oggi così che possiate diventare giornalisti europei”.
Candidarsi è semplice: potranno presentare richiesta giornalisti professionisti con comprovata esperienza nel settore dei media, che abbiano completato gli studi accademici o la formazione e lavorino attualmente per una testata nazionale o regionale con sede in Italia; nel caso dei freelance sarà chiesto un portfolio di pubblicazioni rilevanti, sempre a livello regionale e nazionale. Si dovrà presentare domanda di partecipazione insieme con cv e motivazioni attraverso un form online in calce a questa pagina web. Per richieste di informazioni potrà essere utilizzato anche l’indirizzo email formazionegiornalistiue@agenziadire.com.
Il corso sarà ospitato a Roma dall’agenzia Dire, con un massimo di 20 partecipanti, sulla base di una selezione delle candidature. A guidare il confronto con lezioni, dialoghi, laboratori e prove pratiche saranno docenti ed esperti di diritto, politica e comunicazione dell’Ue. Previsti anche contributi e partecipazioni di eurodeputati di diversi orientamenti politici.
I temi al centro delle tre giornate, al via alle ore 9.30, vanno dal funzionamento delle istituzioni europee ai valori democratici, dal ruolo del Parlamento Ue al lavoro delle redazioni sull’attualità comunitaria, dai rischi di manipolazione delle notizie alle sfide del fact-checking: decisive oggi e nel futuro più prossimo, in una fase particolarmente significativa per il futuro dell’Unione europea e della legislatura avviata nel 2024.
Al termine del corso i partecipanti saranno chiamati a svolgere prove pratiche. Una successiva selezione consentirà ai candidati individuati di accedere a un secondo modulo formativo a Bruxelles, con incontri e attività presso la sede del Parlamento europeo. Il ‘Programma di formazione’ è un’iniziativa del Parlamento europeo implementata dalla Dire sulla base di un contratto con l’Ue. Le opinioni espresse sono esclusivamente quelle del contraente e non rappresentano la posizione ufficiale del soggetto appaltante.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

